La conferenza stampa di mercoledì (foto Maccari)

di Barbara Maccari

Era latitante da venti anni Evandro Bartolini, ed è stato catturato martedì dalla squadra mobile di Città di Castello, guidata dal commissario Rosaria Broccoletti, in collaborazione con la squadra mobile perugina. Bartolini, tifernate di 64 anni, dopo aver commesso svariati reati al patrimonio, rapina, truffa, estorsioni, era scappato all’estero. Condannato a 13 anni di carcere, che con lo sconto di pena sono diventati 11, il tifernate si era rifugiato in Bulgaria, dove si è ricostruito una vita, a partire dai documenti falsi di nazionalità bulgara: risposato con un’altra donna, dal matrimonio ha avuto anche una bambina. Non aveva però perso il vizio di delinquere, e  per garantirsi la «pensione» aveva bisogno di un altro «pacco», di un altro colpo nella sua terra natale.

Intercettazioni Gli agenti sono riusciti a mettersi sulle sue tracce grazie alle intercettazioni telefoniche e dopo un’operazione durata mesi, sono riusciti martedì ad arrestarlo. Bartolini infatti aveva programmato un colpo a Città di Castello. Un altro tifernate, la cui posizione è al momento al vaglio degli inquirenti, ha avuto la funzione di autista: è andato a prenderlo in Bulgaria e da qui si sono spostati in Grecia, destinazione Ancona. I due si sono imbarcati in traghetto verso l’Italia, ma ad aspettarli c’erano gli agenti del commissariato tifernate, che l’hanno seguito passo passo per poi catturarlo nei pressi di Città di Castello. Bartolini è stato anche denunciato per sostituzione di persona e per documento contraffatto. Aveva infatti con sé un documento autentico e valido di un italiano della stessa età a cui aveva sostituito la propria foto.

Adesso è finita Una volta catturato le sue parole sono state: «So perfettamente che adesso è finita. Come avete fatto a prendermi? Era impossibile trovarmi». Il 64enne ha poi scagionato l’altro suo complice, l’autista della macchina, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti. Come ha spiegato il commissario Rosaria Broccoletti: «Bartolini è stato tradito dalla sua propensione a delinquere, probabilmente se non avesse deciso di fare questo nuovo colpo a Città di Castello non sarebbe mai stato catturato, ma è stato allettato da un affare che secondo lui poteva andare a buon fine e ha messo così a rischio la sua libertà. Secondo le intercettazioni proprio stamani, mercoledì 6 giugno, si doveva tenere un incontro per consegnare a Bartolini l’anticipo in denaro del colpo». L’uomo si trova ora nel carcere perugino di Capanne. Prima di essere portato a Perugia Bartolini ha incontrato nel commissariato tifernate l’anziana madre che non lo vedeva da 20 anni.

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