Le analisi del Dna mettono fine all’angosciosa ricerca di Nedina Stramaccia, la donna scomparsa a Spoleto il 19 giugno del 2010. Glie esami compiuti sul cranio umano, rinvenuto da un cacciatore, non lasciano più spazio al dubbio, e danno una risposta su cosa sia potuto succedere e dove, alla povera 93enne, dopo oltre 5 anni di sofferenza della famiglia.
Maxi battuta di ricerche: fotogallery
Video: le ricerche
Alcuni particolari Sono di Nedina Stramaccia anche la vestaglia e le scarpe trovate nei boschi dell’Alta Marroggia (Spoleto) dai volontari della Protezione civile. Calzature e indumenti, lo scorso dicembre sono stati subito confrontate con la descrizione fornita dai familiari e da questi riconosciuti. Il ritrovamento del cranio, va ricordato, è avvenuto lungo un costone, di fronte a una chiesetta isolata, dove Nedina si recava frequentemente a pregare, nonostante l’età e la manciata di chilometri che separano l’abitazione in località Castello di Baiano (Spoleto) dove viveva con figlia, genero e due nipoti. In quell’area si sono concentrate le battute di ricerca che sono state illustrate nei dettagli dalla responsabile del servizio Stefania Fabiani e su quei reperti si sono concentrate le indagini.
