di MA.T.
Chi lo conosce è pronto a scommettere che avrà dato incarico ai suoi avvocati di non mollare, di trovare altre soluzioni giudiziarie per recuperare almeno una parte del patrimonio che, secondo lui, gli sarebbe stato sottratto.
La vicenda Luciano Gaucci è stato messo ko dalla sua ex compagna Elisabetta Tulliani, ora moglie dell’ex presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini. Gaucci non si arrende. In ambienti a lui vicini si sostiene che tornerà alla carica, come sempre faceva quando era presidente del Perugia. Magari arrivava qualche sconfitta, ma alla fine la guerra la vinceva lui, almeno in ambito sportivo. Gaucci è stato un personaggio pieno di contraddizioni, non facilmente definibile, ora amato, fino al fanatismo, da tutti, tifosi compresi, ora contestato e, infine, messo all’indice dalle istituzioni calcistiche che gli hanno fatto pagare caro il fatto che voleva diventare il «padrone del calcio italiano».
Il patrimonio Ma torniamo alla querelle con Elisabetta Tulliani. I perugini che hanno la memoria lunga ricordano le romantiche passeggiate del ‘sor Luciano’, elegantissimo nonostante la stazza robusta, a passeggio per corso Vannucci con la bellissima Elisabetta che si illuminava di immenso solo a guardarlo. Poi allo stadio, a gioire per i trionfi del Perugia. Elisabetta era stata compagna di classe del primogenito dei Gaucci, Alessandro. I figli non erano certo entusiasti di quella relazione anche per la differente età dei due fidanzati, ma nessuno avrebbe mai immaginato che, una volta finita la storia, si sarebbe ricorso alle vie giudiziarie, fino alle sentenze che adesso stabiliscono come Elisabetta Tulliani sia proprietaria degli immobili non per lasciti dell’ex fidanzato, ma per acquisizione con i propri mezzi e della propria famiglia.
La linea difensiva La tesi di Gaucci ovviamente era diversa: sosteneva di avere ceduto con un documento che lo attestava alcune proprietà immobiliari durante il periodo in cui le sue aziende erano floride e il Perugia veleggiava in serie A. Ma il documento in questione non è stato prodotto in giudizio (si è sostenuto che è stato smarrito nei trasferimenti a Santo Domingo) e il giudice non ha potuto fare altro che decidere in senso sfavorevole al ricorrente. Elisabetta e il fratello hanno motivato che i proventi per l’acquisto degli immobili erano frutto di una vincita miliardaria al Totocalcio, e così Gaucci- almeno per ora – è uscito sconfitto. Del resto sono ancora in tanti i creditori che aspettano ancora una quota dal fallimento del Perugia calcio. Ma soprattutto il creditore più importante è l’Agenzia delle entrate che sostiene di vantare un credito di 133 milioni di euro. Anche in questo Gaucci non ha voluto essere secondo a nessuno. Neppure al grande Diego Armando Maradona che mantiene un contenzioso con l’erario da capogiro.
