di En.Ber.
Una lite tra due ex fidanzati finisce in Procura della Repubblica con lui che la denuncia per stalking e lei che lo accusa di stupro. È accaduto in provincia di Perugia dove il pubblico ministero vuol vederci chiaro e per questo motivo ha interrogato il giovane, difeso dall’avvocato Mirko Ceci, indagato per violenza sessuale e lesioni. Secondo il legale non sono poche le contraddizioni in questa brutta storia nella quale l’indagato nega fermamente ogni contestazione.
La ricostruzione Facciamo un passo indietro: dieci mesi fa, nel febbraio scorso, il ragazzo denuncia la sua ex per stalking – l’antivigilia di Natale, racconta, sarebbe stato anche ferito dalla stessa con un oggetto contundente – raccontando continui sms, decine di chiamate telefoniche, pedinamenti a casa e nei luoghi di lavoro, al ristorante e nei bar che frequentava solitamente. Non sarebbero mancate – è sempre la denuncia – imbarazzanti scenate di gelosia con altre donne. Su questi fatti la Procura apre un fascicolo. Poi, però, la vicenda diventa ancor più grave, nel senso che questa volta nella querela formalizzata dalla ragazza si racconta un episodio di violenza sessuale accaduto durante una lite nel maggio 2022. Si parla anche di una ferita con prognosi di venti giorni per un fatto avvenuto il 9 dicembre 2021 il cui referto medico – fa notare Ceci – porta la data del 13 dicembre.
La versione difensiva Il giovane, come detto, è stato interrogato nei giorni scorsi dal pm al quale ha spiegato che la sera in cui viene accusato di aver commesso lo stupro si trovava proprio da un’altra parte, in un altro Comune a 40 chilometri di distanza. La difesa sottolinea il fatto che è la stessa presunta persona offesa ad aver messo nero su bianco di non essere stata vista da nessuno mentre entrava nell’appartamento nel quale si sarebbe consumata la violenza. In più – riferisce sempre il legale – la presunta vittima si è presentata al pronto soccorso sei giorni dopo la data indicata dell’asserito stupro e all’esito degli esami non sono stati rilevati segni di lesioni né traumi alle parti intime. Per ciò che riguarda le lesioni, invece, l’obiettivo è dimostrare l’innocenza dell’indagato: quelle ferite se le è procurate altrove, e potrebbero essere opera di qualcun altro.
