Maria Elena Petruccioli

di Fabio Toni

Una vita riempita dall’affetto della famiglia e dei tanti amici che la circondavano. Il paese di Montefranco si è stretto attorno al profondo cordoglio di tutti i suoi cari, da papà Gianni alla mamma Sonia, e poi Giulia, la sorella minore a cui voleva un bene infinito. Maria Elena Petruccioli, vittima della follia criminale, è ricordata da tutti come una ragazza intelligente, profonda e piena di talento.

Animo di artista Dal diploma all’istituto d’arte di Spoleto fino all’accademia di belle arti di Perugia, Maria Elena stava per diplomarsi in scenografia. La sua passione per l’arte e la creatività era già emersa in più di un’occasione. Come nelle esperienze maturate a Terni con il festival della creazione contemporanea, nel ruolo di assistente tecnica. «Non si tirava mai indietro, aveva voglia di lavorare e imparare. Aveva anche dipinto i muri per alcune scenografie dell’evento. Davvero una brava ragazza», così la ricordano gli organizzatori del festival.

«Semplicemente io» Gli studi l’avevano portata a stare spesso lontana da Montefranco. Qui ritrovava l’affetto della famiglia, con cui viveva a pochi passi dalla piazza principale del paese. In quel luogo, dove tutti si incontrano per scambiare quattro chiacchiere, oggi non si parla che di lei e della tragedia che ha colpito tutta la comunità. Sul web le tracce di una ragazza matura e spensierata, con tanta voglia di vivere. «Non sono una persona descrivibile… sono semplicemente io, con i miei pro e i contro. Senza alterazioni né finzioni». Così si descriveva su Facebook, in una dichiarazione d’amore verso una realtà giusta e senza orpelli. Concreta, schietta e al tempo stesso sognatrice: la sua sensibilità mancherà a chi oggi la piange e si chiede come sia stato possibile tutto ciò.

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