di Mau. Troc. e Fra. Mar.

Martedì 18 novembre, alle 15 circa, il Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca, Davide Faraone si recherà ad Assisi per manifestare l’attenzione del Governo su una vicenda che «come ha detto anche il Ministro Stefania Giannini- si legge nel sito del ministero- se confermata, sarebbe di una gravità inaudita». «Attendiamo i risultati dei controlli avviati dall’Ufficio Scolastico Regionale, per gli aspetti amministrativi, e l’esito delle indagini in corso – spiega il Sottosegretario – ma, d’intesa con il Ministro, riteniamo fondamentale per il Miur approfondire quanto accaduto garantendo anche una presenza istituzionale».

Il prof «Io posso dire che sono stato vittima di una macchinazione, non so a quale scopo, io di quello che sono accusato non è vero. Io sono per il rispetto di tutti, non ho mai fatto certe cose». A parlare a Umbria 24 è il docente dell’istituto superiore di Assisi denunciato dai genitori di un alunno perché lo avrebbe picchiato in classe dopo una battuta sugli omosessuali.

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La versione del prof Ma andiamo per ordine, il professore racconta la sua versione dell’accaduto e spiega: «Loro dicono che ho dato dell’omosessuale a un ragazzo, lui poi mi ha risposto male e io lo avrei anche picchiato. In sostanza è successo che stavamo in classe, parlavamo di privacy dei clienti dentro l’albergo, spiegavo loro che noi dobbiamo tutelare la privacy del cliente di ogni razza, colore, tendenza religiosa e anche sessuale. Qualche spiritoso ha detto “possono venire anche i gay”? E io ho detto “certo micaè una brutta malattia”. Quell’alunno lo guardavo perché disturbava i compagni di classe, gli ho detto “a te non ti interessa l’argomento”? Intendendo la lezione e non gli ospiti gay. Lui ha detto “sicuramente dopo che ho conosciuto lei…”. Io non ho ribattuto in messun modo, solo dopo gli ho dato una bottarella sulla gamba e gli ho detto “metti dentro ste gambe” perché stava seduto scomposto, gli ho anche messo una mano tra il collo e la spalla e gli ho detto “devi stare attento e non creare problemi”».

In attesa di comunicazioni  Il professore dice inoltre che non ha «ancora ricevuto nessuna comunicazione dalla procura o dalla questura». Anzi, secondo il docente,«neanche dalla scuola è arrivata nessuna comunicazione ufficiale. Io rischio la sospensione, ma ancora non c’è stato nessun atto formale di disdetta, ma forse mi arriverà domani ( martedì, ndr)». «Ho tredici anni servizio – racconta ancora il professore – non ho mai avuto un richiamo, mai un problema. I ragazzi mi cercano a distanza di anni, sono in questo vortice e neanche ne sapevo niente, ma io non faccio stupidaggini». Ma lei dell’omosessualità che idea ha?«Io non ho nessuna idea contraria, ognuno è libero sessualmente, politicamente, religiosamente, io ho una mente aperta a 360 gradi e non mi permetterei mai di appellare qualcuno come omosessuale o gay, ne conosco parecchi. Io non lo sono, ma se qualcuno vuole esserlo può esserlo».

Preside La preside della scuola, definisce il fatto una«brutta vicenda», ma che «possiamo gestire». Ai giovani vuole dire che «bisogna essere ambasciatori di parole e segni di pace», e riguardo l’omosessualità non ha dubb:«La vita umana è molteplice e merita tutta rispetto».

Gli alunni Fuori dalla scuola è tutto un commentare, un vociare di alunni che dicono e non dicono.«Il prof è un po’ schizzatino – dice uno di loro- scherza spesso, forse qualcuno l’ha preso troppo male. Certo però che se lo ha preso per il collo è un coglione».

Marini Sul fatto in giornata è intervenuta anche la presidente Catiuscia Marini. «Se le indagini di polizia e quanto emerge dalla scuola confermeranno le battute di stampo omofobo vuol dire siamo in presenza di un fatto gravissimo», è quanto ha detto la presidente della Regione Catiuscia Marini in un’intervista a Radio24. «C’è un’indagine interna – aggiunge – e una denuncia penale. Siamo in presenza – afferma Marini – di un singolo docente e di un’azione penale che è stata tempestiva, perché la polizia allertata dai genitori del ragazzo ha immediatamente raccolto le testimonianze. La preside ha subito attivato le procedure previste, disciplinari e di confronto con le parti. L’Ufficio scolastico regionale ha già trasmesso questa mattina i contenuti di questa vicenda e bisogna attendere gli esiti. Mi preme però dire – sottolinea la Marini – che la scuola è un luogo di formazione dove ci sono tante persone che fanno il loro lavoro egregiamente. Credo – conclude la presidente umbra – che le istituzioni si siano mosse tutte correttamente»

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