Martedì 24 si terrà l’udienza davanti al tribunale del Riesame per decidere sul ricorso presentato dalla Procura di Perugia che chiede l’arresto del tenente della guardia di finanza Pasquale Striano e dell’ex sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Antonio Laudati nell’ambito delle indagini sugli accessi abusivi al sistema delle segnalazioni di operazioni sospette a alla banca dati della Dna. Il procedimento si svolgerà a porte chiuse, la decisione dei giudici sarà probabilmente comunicata nei giorni successivi. 

Nonostante gli indizi di colpevolezza siano ritenuti gravi fino ad ora non è stata ravvisata la necessità di un arresto. La richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura subito dopo gli interrogatori all’inizio dell’anno è stata rigettata dal gip e così il procuratore Raffaele Cantone ha presentato ricorso, portando il caso davanti al Riesame. L’udienza rappresenta una tappa cruciale per l’inchiesta che coinvolge il magistrato Laudati e Striano che si occupava del monitoraggio delle Segnalazioni di operazioni sospette (Sos). Tra le persone che  sarebbero finite al centro delle sue attenzioni ci sarebbero  diversi ministri, da Urso a Lollobrigida, sottosegretari, parenti dei politici e vip come Cristiano Ronaldo.

I due indagati sono accusati di accesso abusivo a sistema informatico, falso in atto pubblico e rivelazione di segreto, con l’aggiunta del reato di abuso d’ufficio, ora abolito. Secondo le accuse della procura, Laudati e Striano, avrebbero  confezionato diversi dossier investigativi mentendo sui veri  motivi per cui sarebbe partita l’attività di indagine. Da qui è  nata l’inchiesta che per il procuratore di Perugia Raffaele  Cantone rivela numeri di una mole “mostruosa” ed “inquietante”: una sorta di “verminaio”. Cifre enormi che emergono innanzitutto  dagli accessi del tenente Striano, il quale in quasi quattro anni all’interno della banca dati Siva ha consultato  4.124 ‘Sos’,  digitando il nominativo di 1.531 persone. Striano ha dichiarato di non essere colpevole di dossieraggio, mentre Laudati ha negato qualsiasi coinvolgimento in attività di spionaggio o ricatto a politici o personaggi famosi.

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