Le perquisizioni alla Bps

di Chiara Fabrizi e Francesca Marruco

È un vero e proprio terremoto giudiziario quello che da lunedì mattina scuote i piani alti della Banca Popolare di Spoleto. Sì, perché tra i 17 iscritti al registro degli indagati, figura il nome di Giovannino Antonini, ex presidente della Bps, oggi numero uno della Spoleto Credito e Servizi (Scs), quello del primogenito 35enne Alberto Antonini e pure quello dell’ex direttore generale della Bps, il professore ternano della Luiss, Alfredo Pallini. Avvisi di garanzia sono stati notificati anche ad alcuni funzionari dell’istituto di credito e ad una serie di «imprenditori locali o presunti tali». A loro carico la procura della Repubblica di Spoleto ipotizza i reati di appropriazione indebita aggravata e ostacolo all’Autorità pubblica di vigilanza.

Gli indagati L’appropriazione indebita viene contestata a Giovannino e Alberto Antonini e ad alti funzionari della Bps tra cui: Marco Bietta, Alfredo Calistroni, Francesco Magnini, Alessandro Monaldi, Giuliano Mora, Emilio Quartucci e Marcello Siena. Nello specifico si tratta di dirigenti di primissimo piano con incarichi di prestigio delle aree commerciali e finanziarie, ma anche responsabili di alcuni territori dell’Umbria. Lo stesso reato viene contestato anche al revisore dei conti Dante Cerbella e ad alcuni impresari edili come Cosimo De Rosa, Alessandro Laganà, Antonio Gentile, Paolo Rossi. Sotto la lente degli inquirenti sarebbe finito, in particolare, un conto corrente sul quale sarebbero transitate somme utili a finanziare alcune attività imprenditoriali. Ad essere indagati per avere ostacolato il lavoro di controllo della Banca d’Italia, i cui ispettori sono rimasti nel quartier generale della Bps dal primo febbraio  al primo giugno 2010, sono, invece, Giovannino Antonini e l’ex dg Alfredo Pallini (altri soggetti sono stati rimossi per sopraggiunte decisioni di natura giudiziaria).

Le indagini Titolare del fascicolo d’inchiesta che sta creando grande clamore a Spoleto, in Umbria, ma anche negli ambienti della finanza, è il pubblico ministero Federica Albano. Ad eseguire le perquisizioni e le acquisizioni di documenti, scattate nella mattinata di lunedì, sono gli uomini del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Arrivati da Roma i militari hanno, prima bussato alla porta di palazzo Pianciani, quartier generale della Bps, e, poi, acquisiti i carteggi e le pratiche, sono entrati direttamente in tribunale per un incontro con il magistrato. Il coordinamento è massimo, così come il riserbo intorno a una vicenda che calamita diverse e importanti attenzioni. Una visita, stando a quanto risulta a Umbria24, le Fiamme Gialle l’avrebbero fatta anche alla filiale di Todi, anche qui perquisizioni e acquisizioni.

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