Francesca Immacolata Chaouqui, nel luglio 2013 nominata membro della commissione di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economico-amministrative del Vaticano e arrestata tre giorni fa per la fuga di notizie e documenti riservati dalla Santa Sede, è indagata dalla procura della Repubblica di Terni per estorsione e intrusione informatica insieme al marito Corrado Lanino. La notizia è stata anticipata giovedì da alcuni quotidiani nazionali ed è stata confermata a Umbria24.
Indagini anche a Terni La trentenne è finita al centro delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Elisabetta Massini nell’ambito degli accertamenti disposti per far luce sul dissesto della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, che in una prima fase avevano coinvolto anche monsignor Vincenzo Paglia, la cui posizione è stata però archiviata alla metà del settembre scorso. Nell’ambito delle verifiche compiute dagli inquirenti di Terni sarebbe emersa la rete di affari e relazioni che Chaouqui e il marito avrebbero intessuto attraverso una serie di illeciti informatici e quindi violazione di computer e sistemi al fine, secondo la procura di Terni, di acquisire informazioni riservate e utilizzarle per ottenere favori e incarichi professionali.
Tangenti per beatificazioni Il fascicolo del sostituto Massini è, però, destinato a prendere la via di Roma perché, stando a quanto risulta a Umbria24, negli illeciti che sarebbero venuti alla luce non ci sarebbe alcun coinvolgimento della Curia ternana. Anche perché l’indagine sembra destinata a intrecciarsi con quella più ampia sui corvi del Vaticano e su centinaia di documenti sempre riservati trafugati un anno e mezzo fa, ma mai resi noti, dalla cassaforte della Prefettura per gli affari economici del Vaticano. Dal blindato sono spariti dossier, fotografie, lettere personale ma soprattutto documenti sui conti laici dello Ior e relazioni sulle attività dei postulatori, ossia coloro che istruiscono beatificazione e canonizzazione, da cui sarebbero emersi pagamenti sottobanco effettuati per pilotare le pratiche in questione. Ad assistere la Chaouqui è l’avvocato Giulia Bongiorno che ha riferito come la sua assistita non abbia ricevuto alcuna comunicazione formale dell’indagine della procura di Terni.
