Monsignor Ernesto Vecchi

di Re.Te.

«Il buco c’è ed è fra i 20 e i 23 milioni di euro. Per questo Papa Francesco mi ha detto: ‘chiedi un prestito senza interessi da restituire in dieci anni’. Questa diocesi ne verrà fuori, anche meglio di prima, se si dimostrerà unita attorno al proprio amministratore apostolico, che ha tutti i poteri del vescovo». Parola di monsignor Ernesto Vecchi, nell’intervista concessa a Gigi Scardocci della Rai Tgr Umbria in cui parla degli arresti avvenuti mercoledì.

«Nessuna sorpresa» Monsignor Vecchi, da qualche giorno supportato anche da don Franco Fontana, stretto collaboratore a cui è stata affidato il ruolo di ‘moderatore della Curia’, non sembra sorpreso più di tanto dai primi colpi di scena dell’indagine legata al ‘buco’ della diocesi ternana: «No, non mi sorprende perché sapevo che la magistratura stava indagando. Ora saranno arrivati a qualche conclusione, non so se fondata o meno. Però di fatto i ‘frutti negativi’ ci sono e sono sotto gli occhi di tutti».

Il consiglio La situazione finanziaria della diocesi «non è la fine del mondo», come afferma lo stesso amministratore apostolico. «Però il buco c’è e dobbiamo rimediare». Come? «Devono darci il tempo di respirare. Possiamo benissimo arrivare alla soluzione, senza svendere il pacchetto immobiliare di cui disponiamo». E il suggerimento sembra essere arrivato direttamente da Papa Francesco, evidentemente ben informato delle vicende ternane: «Quando siamo andati a fare la Professione di fede con i vescovi della Cei (l’assemblea presieduta dal cardinale Bagnasco avrebbe erogato un contributo economico importante per mandare avanti le attività della diocesi, ndR) ho incontrato Papa Francesco. Gli ho detto ‘sono di Terni’ e lui mi ha risposto: ‘chieda un prestito senza interessi da restituire in dieci anni’. Ecco, ora sto lavorando su questo».

Il richiamo Il giornalista gli chiede delle responsabilità, di come sia possibile aver accumulato un ‘buco’ così profondo in una diocesi tanto piccola. «Questo non lo so – risponde monsignor Ernesto Vecchi – non posso dare un giudizio. So che il buco c’è. Non si tratta di bancarotta perché non siamo un’azienda fallita. Stando uniti, possiamo risollevarci».