di Francesca Marruco

«Poveraccio, il marito mio, a questo punto mi tocca fargli un monumento… non c”entra un cazzo! Non è vero niente», dice Maria Rita Lorenzetti in una conversazione telefonica intercettata dai carabinieri del Ros e finita nelle pagine dell’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari.L’intercettazione, captata poco dopo la notifica dell’avviso di garanzia del gennaio scorso, prosegue così: « L’unica cosa che lui c’ha è che lui ha vinto una gara della Regione Emilia per una scuola del comune di Novi… che non gli ha portato nessuno… se non il fatto che hanno fatto bene l”offerta». «Si dice : ‘pretendeva incarichi per il marito’… ma di che cazzo parlano!».

Quelle approvazioni Di intercettazioni nelle 450 pagine di ordinanza di misura cautelare ce ne sono moltissime. Una sorta di cronistoria durante tutto il 2012 grazie a cui si ricostruiscono passaggi che secondo gli inquirenti provano la colpevolezza degli indagati. Secondo l’accusa, Maria Rita Lorenzetti,  in cambio di favori per il marito, avrebbe messo a disposizione della presunta associazione la sua rete di relazioni personali e politiche per avere l’approvazione del piano di utilizzo delle terre di scavo per i lavori della Tav di Firenze.  In particolare, questa approvazione, sarebbe avvenuta, per interessamento della Lorenzetti, tramite Walter Bellomo, geologo, membro della commissione Via al ministero dell’Ambiente, già coordinatore provinciale Pd a Palermo, per cui, sempre secondo la ricostruzione del gip nell’ordinanza, Lorenzetti si sarebbe spesa con la senatrice Anna Finocchiaro per un incarico in Sicilia.

L’interessamento con Anna E’ la stessa Lorenzetti a dirlo a Bellomo «Tu sei proprio bravo… L’ho detto ad Anna, l’altra sera siamo stati a cena insieme» e visto che «c’è la possibilità che con la spending review cancellino i cda e mettano dirigenti del ministero…allora lei mi ha detto …se ne fa un altro… vediamo un’altra cosa…Le ho detto  ‘lui lo merita… e’ uno bravo… Anna ti devi mettere d’impegno». Ma Bellomo è arrabbiato perché «mi sono rotto i c… di lavorare per una squadra e poi al momento di dover trovare sempre qualcosa o qualcuno che mi deve scavalcare. Dovevo essere candidato qui nella quota Bersani perchè in Sicilia la Finocchiaro aveva un posto. Mi aveva detto che sarei stato io». Parlando con un collega al telefono Bellomo, che viene intercettato, annuncia di volersi dimettere dalla commissione Via proprio perché gli era stato preferito qualcun altro. «Il tradimento – diceva in un’altra conversazione – viene proprio dalle persone per cui io mi sono ammazzato la vita», dalla persona per cui, «da quattro anni ogni mercoledì mi fa la lista delle cose che ha interesse che io gliele risolva. Proprio da questa persona io devo essere pugnalato alla schiena».

I rifiuti Tra gli obiettivi della presunta associazione, c’era quello di trasformare le terre di scavo da rifiuti da smaltire in maniera particolare a semplici inerti. E così sarebbe stato perché secondo l’accusa,  migliaia di tonnellate di rifiuti sarebbero stati smaltiti in maniera illecita: fanghi da far smaltire in maniera particolare che venivano invece fatti sparire come fosse argilla. Intanto però c’è chi pagava per lo smaltimento dei rifiuti speciali, e chi, illecitamente intascava quei soldi non facendo quello che avrebbe dovuto. Scrivevano i pm nel ‘mandato di perquisizione’ del gennaio scorso che «gli indagati avevano chiarissima percezione della natura del rifiuto di scarto che andranno a produrre e le volontà di gestirlo abusivamente previa artata predisposizione dei documenti tecnici 8…9 considerando le procedure previste dalla legge un mero ostacolo da superare».

Lo strano gioco Maria Rita Lorenzetti avrebbe agito «in contrasto con gli interessi della stazione appaltante a conseguire l’esecuzione dell’opera a regola d’arte e nel rispetto dei costi preventivati così operando in danno della stessa stazione appaltante, anche con condotte illecite finalizzate ad influenzare e condizionare le determinazioni delle pubbliche amministrazioni interessate, in violazione di legge sulle autorizzazioni e sui vincoli di tutela ambientale e paesaggistica e ciò allo scopo di favorire economicamente direttamente il General Contractor e Nodavia e indirettamente il suo socio di maggioranza Coopsette». L’appalto infatti, il cui costo era stato inizialmente stimato intorno ai 500 milioni di euro, è lievitato oltre 800 milioni.

Il nemico E per chi si metteva di traverso non c’erano  insulti e non solo. L’architetto Fabio Zita dell’ufficio Via della Regione Toscana, che riteneva gli scarti rifiuti e non argilla, viene apostrofato dall’ex presidente dell’Umbria come «stronzo» e «bastardo» da un altro arrestato Valerio Lombardi.  E’ lui che alla Lorenzetti parla di una bozza di delibera della Regione Toscana che avrebbe creato «qualche problemino: ieri abbiamo avuto una riunione in Regione Toscana nella quale ci hanno detto che… vabbè… il terreno proveniente dalla fresa è un rifiuto… e questo è scontato». «Ma questo Zita è presente anche nelle commissioni al ministero dell’Ambiente?  – chiede Lorenzetti – Sta nelle commissioni Via?». Ci resterà per poco. Lombardi poco dopo comunicherà che Zita era stato sostituito. Vuole «fare il terrorista – diceva al Lorenzetti – è chiaro che fa il mestiere suo… non lo vuole questo decreto».

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One reply on “Inchiesta Tav, Lorenzetti intercettata: «Mio marito non c’entra». E all’architetto della Regione Toscana: «È uno str..»”

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