di Fra. Mar.
Come previsto, l’ex presidente della Regione Umbria e presidente dimissionaria di Italferr Maria Rita Lorenzetti davanti al gip e ai pm fiorentini che l’hanno spedita ai domiciliari per l’inchiesta sul nodo fiorentino della Tav, ha negato tutto quello che le viene contestato.
Agivamo solo per il bene di Italferr Nessuna «squadra» dunque. O meglio, nessuna squadra criminale, secondo la versione della Lorenzetti. Ma una squadra coesa che lavorava e si dava molto da fare per la riuscita del progetto. Proprio per quei blocchi che c’erano, come il voler far passare i fanghi residuali come semplice terra e non come rifiuti speciali.
Revoca della misura Gli avvocati dell’ex presidente, Luciano Ghirga e Tommaso Ducci, al termine di quattro ore e mezza di interrogatorio hanno chiesto la revoca della misura cautelare per il venire meno delle esigenze cautelari. Il gip di Firenze potrebbe decidere già mercoledì sul da farsi.
Due richieste Intanto Paolo Brutti, Idv, dalla trasmissione ‘Nero su Bianco’ chiede con forza sia che la presidente della Regione Catiuscia Marini indaghi su come Lorenzetti «quale privata cittadina sia potuta arrivare a Bruxelles tramite gli uffici regionali di Toscana e Umbria», sia che «il ministro dell’Istruzione apra un’inchiesta sull’episodio della raccomandazione dello studente all’università, perché se un professore si presta a fare qualcosa del genere, potrebbe farlo di nuovo e non è meritevole di continuare a restare al suo posto».
