Il tribunale di Perugia (foto F.Troccoli)

di C.F. ed E.B.

Misura in carcere confermata per Alfredo Cospito e arresti domiciliari mantenuti per Michele Fabiani, autorizzato però a svolgere attività lavorativa di pulizie per le ore previste dal contratto di assunzione. È questa la decisione del giudice per le indagini preliminari di Perugia, Valerio D’Andria, che nei giorni scorsi ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare contro i presunti appartenenti al gruppo anarco-insurrezionalista che, secondo la Procura di Perugia, istigava al terrorismo e all’eversione dell’ordine democratico attraverso la pubblicazione e la divulgazione di un periodico clandestino chiamato «Vetriolo». Cospito e Fabiani, 34enne spoletino il secondo, ritenuti i principali indagati nell’ambito dell’inchiesta dei carabinieri del Ros, lunedì si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. Nonostante questo l’avvocato Carmelo Parente che difende Fabiani aveva chiesto la revoca della misura. Parere favorevole ad autorizzarlo a lavorare, fermi restando gli arresti domiciliari, era stato espresso dal pubblico ministero Manuela Comodi. «Siamo soddisfatti che in breve tempo siamo riusciti a documentare e fondare l’istanze per ottenere che Fabiani potesse almeno continuare a svolgere un’attività fondamentale come quella lavorativa», sono state le parole del legale di Fabiani.

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