A poco più di una settimana dall’incendio scoppiato in un magazzino di proprietà della Terni Research, a Nera Montoro (Narni), arrivano i risultati del monitoraggio svolto da Arpa Umbria per valutare gli eventuali impatti del rogo sull’ambiente circostante. L’incendio aveva interessato circa 45 tonnellate di tela proveniente dal recupero di pneumatici usati.
Risultati Al termine delle verifiche, l’Arpa – attraverso una nota – afferma che «non sussiste alcun rischio per l’ambiente». Le analisi sono state eseguite attraverso «un campionatore ad alto volume per la ricerca di microinquinanti organici e inorganici» e il posizionamento di «campionatori passivi presso quattro stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria presenti nella zona di Nera Montoro».
Numeri Nel dettaglio, i risultati evidenziano «concentrazioni di diossine-furani nei due campioni rispettivamente pari a 31,3 e 28,7 fg/m3, entrambe inferiori al valore indicato per gli ambienti esterni (40 fg/m3) dalla commissione consultiva tossicologica nazionale». L’Arpa ha poi rilevato «concentrazioni di poli cloro bifenili diossina-simili inferiori al limite di quantificazione analitica»: in questo ambito, comunque, la normativa nazionale di settore non prevede valori limite da rispettare.
Ipa Per gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) le concentrazioni vengono definite «quasi tutte al di sotto dei rispettivi limiti di quantificazione. In particolare il Benzo(a)pirene, unico composto della famiglia per il quale la normativa nazionale di settore pone un valore obiettivo come media annuale sul PM10 pari a 1 ng/m3, in entrambi i campioni risulta inferiore al limite di quantificazione analitica (0,04 ng/m3)».
Metalli «Le concentrazioni di Cromo, Rame e Zinco – spiegano da Arpa Umbria – per le quali la normativa non ha stabilito un valore limite o obiettivo, risultano ampiamente inferiori rispetto ai valori misurati nel 2009 e nel 2013/14 nella centralina di Narni Scalo», mentre le sostanze organiche volatili vengono definite «in linea con le rispettive medie annuali 2014 nei quattro punti delle rete di monitoraggio».
