L'incendio a Ponte Rio

Nessun valore anomalo o superiore alla norma. Sono confortanti i risultati delle analisi fatte da Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) dopo l’incendio che il 2 giugno ha interessato dei cumuli di compost e due nastri trasportatori del compost stesso all’interno dello stabilimento Gesenu di Ponte Rio, a Perugia. Arpa Umbria ha effettuato campionamenti su aria, rifiuti, e vegetali a foglia larga con misure eseguite sia all’interno del raggio di mille metri dal luogo dell’incendio (oggetto dell’ordinanza emanata dal sindaco Andrea Romizi), che all’esterno. In più è stato analizzato il particolato atmosferico rilevato in due differenti postazioni.

L’INCENDIO
L’ORDINANZA

I risultati Nei tre campioni di rifiuti si evidenziano la presenza di diossine in concentrazioni inferiori al limite e la presenza di idrocarburi policiclici aromatici totali in concentrazioni inferiori a quelle oltre le quali si applica la definizione di «rifiuto pericoloso». Quanto alla presenza di metalli, «è ragionevolmente attribuibile – spiega Arpa – alle caratteristiche dei materiali presenti in situ». I campioni di suolo analizzati invece sono dieci: cinque presentano valori di diossine di poco superiori al limite di quantificazione e al valore di fondo rilevato in ambito regionale, che oscilla tra 0,1 e 0,9 nanogrammi.

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Particolato Per quanto riguarda poi i valori delle sostanze che si depositano sui vegetali a foglia larga, sono risultati inferiori di un ordine di grandezza. Da ultimo, l’Arpa ha monitorato i dati del particolato atmosferico vicino al luogo dell’incendio e nei pressi del distributore lungo la strada Ponte Rio-Ponte Felcino: i risultati analitici evidenziano valori di Benzo-a-pirene e diossine al di sotto delle soglie di rilevabilità o prossimi a esse.