di C.P.
Dopo l’incendio, le limitazioni. E ora anche la conferma del Tribunale amministrativo dell’Umbria, che ha respinto la richiesta della Green Asm Srl di sospendere, in via d’urgenza, proprio quelle limitazioni imposte dalla Regione a seguito dell’incendio che ha interessato l’impianto di trattamento di rifiuti di Nera Montoro lo scorso settembre.
La contesa In sostanza, il Tribunale amministrativo, con un’ordinanza depositata il 17 dicembre, ha ritenuto legittima la decisione della Regione di ridurre l’operatività dell’impianto per ragioni di tutela ambientale, respingendo la domanda cautelare presentata dall’azienda. Come si legge nel dispositivo infatti «la ricorrente all’udienza del 16 dicembre 2025 ha perimetrato il proprio interesse alla tutela cautelare insistendo nell’istanza di sospensione della diffida impugnata limitatamente al punto 4, nel quale si limita la ricezione dei rifiuti biodegradabili di cucine e mense nella quantità massima di 210 tonnellate a settimana, così riducendo in maniera significativa l’operatività dell’impianto».
La decisione del Tar Tale prescrizione tuttavia «risulta espressamente motivata nella determina n. 9222/2025 – evidenzia il Tar – sulla constatazione del completo utilizzo delle aree di maturazione areata (interno capannone), maturazione secondaria (sotto tettoia), deposito temporaneo dei rifiuti prodotti (sotto tettoia) e che una porzione della tettoia destinata ai rifiuti biodegradabili – verde e compost risulta interdetta a seguito dell’evento di incendio e che allo stato l’impianto evidenzia gravi problematicità in materia di gestione acque reflue ed emissioni in atmosfera, circostanze di fatto non contestate dalla ricorrente né ritenute superate nei provvedimenti successivi». Alla fine, nel bilanciamento degli opposti interessi, i giudici hanno ritenuto di dare maggiore importanza alle «esigenze di tutela dell’inquinamento poste dalla Regione a fondamento del provvedimento impugnato». Come specificato nell’ordinanza, la Green Asm ha «la facoltà di riproporre l’istanza cautelare in sede di proposizione dei motivi aggiunti», qualora ci siano i presupposti.
