di Francesca Marruco
«La mia attività era aperta da quattro anni. Prima di aprirla sono stato all’ ufficio del commercio del Comune di Todi per la Dia. In mano ho le copie di tutte le autorizzazioni che mi hanno rilasciato. Quando ho avuto tutto in regola sono andato a comprare il mio negozio ambulante. Ho aspettato i 60 giorni che si devono aspettare per legge. Ho messo due persone in regola. Adesso le ho dovute mandare via. Nessuno mi ha mai detto che lungo la supestrada non possono esserci negozi ambulanti. E adesso che mi hanno fatto chiudere il mio, pretendo che sia la stessa cosa per tutti: invece ne ho visto uno a Ponte San Giovanni e so che ce ne sono altri sul Verghereto e a Orte. Questo mi ha fatto andare su tutte le furie e ho deciso di fare un gesto eclatante». Così, Massimiliano Galletti, venerdì mattina, si è incatenato davanti alla sede della polizia stradale di Todi. Per chiedere che le contraddizioni della sua storia diventino pubbliche. Per chiedere che vengano annullati i verbali, per cui intanto un giudice di pace, ha bloccato i pagamenti.
La multa Gli episodi che hanno portato Galletti a inscenare una protesta tanto clamorosa, risalgono al 28 marzo scorso, quando due pattuglie della polizia stradale hanno elevato un pesante verbale a suo carico. Oltre diecimila euro di multa e la conseguente impossibilità di restare ancora aperto. Quindi niente più porchetta fresca o kebab appena fatto nel chioschetto dell’area di servizio di Collevalenza.
Non chiedo soldi «Io non chiedo che mi ridiano indietro i soldi – ha detto ancora Massimiliano a Umbria24.it -, ma che almeno mi annullino i verbali. Oltre alle diecimila euro di multa che mi hanno fatto, ci ho rimesso almeno 40 mila euro. E non sono una sciocchezza da tirar fuori. Io lavoro da 22 anni. Da 22 anni non faccio ferie. Da 22 anni lavoro 20 ore al giorno. Io che colpa ho se mi dicono che lo posso fare e poi non è così? Mi hanno risposto che la legge non ammette ignoranza. Ma io devo andare avanti. Se me lo dicevano in un altro modo magari era meglio. Cosi sono stato umiliato. Manco fossi più grande pregiudicato, quando invece sono sulla strada da 20 anni».
Il codice della strada Massimiliano Galletti, che venerdì mattina dopo un po’è stato invitato ad andarsene se non voleva essere portato via con un’ambulanza, aspetterà ora il pronunciamento del giudice di pace l’8 novembre prossimo. Col suo avvocato Moreno Primieri infatti ha fatto ricorso contro questa multa in cui 4.500 euro sono per pubblicità non autorizzata. Il codice della strada però lo dice chiaro e tondo: è vietato «svolgere attività commerciali o di propaganda sotto qualsiasi forma; esse sono consentite nelle aree di servizio o di parcheggio se autorizzate dall’ente proprietario». Che in questo caso non lo aveva fatto. Ma davvero, chiede Galletti, «Non si poteva fare in nessun altro modo?»

