di Chiara Fabrizi

In primis i quattro omicidi volontari, tra cui un femminicidio, su cui ha indagato la Procura di Spoleto, che sono «un dato assolutamente anomalo». Poi l’incremento del 30 per cento dei maltrattamenti in famiglia rilevato complessivamente in Umbria e «il sensibile aumento» dei furti in abitazione «in tutti i territori, con dati triplicati nel Ternano», mentre nel Perugino le incursioni dei ladri sono aumentate del 44 per cento, passando da una media di 3,4 furti in abitazione al giorno agli attuali 4,9 con la stragrande maggioranza dei fascicoli aperti che sono contro ignoti. Direttamente «inquietante» viene, invece, definito l’incremento delle rapine ipotizzate a carico di minori, che sono passate da 17 a 50, ma in generale sono i reati contestati ai giovanissimi «a essere cresciuti in modo significativo nell’ultimo anno». Questi gli elementi centrali rilevati dal procuratore generale Sergio Sottani nella relazione predisposta per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, con cui segnala anche come «il narcotraffico resti l’attività illecita più remunerativa nel distretto», in particolare per «nigeriani e albanesi», precisando però che «la natura etnica di queste associazioni non ne impedisce la contaminazione con soggetti italiani e con esponenti della criminalità organizzata». In questo senso, anche Sottani evidenzia come «rimangano inequivocabili i segnali sul rischio di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale umbro, come l’esecuzione di misure cautelari per soggetti inseriti in organizzazioni mafiose, dimoranti in Umbria e sottoposti a indagini da parte di altre autorità giudiziarie».


Fotografando attraverso una serie di dati «le tipologie criminali», Sottani scrive che, «considerato il susseguirsi di episodi di violenza urbana, è auspicabile che il controllo del territorio nelle città principali dell’Umbria resti costante e anzi aumenti ulteriormente per soddisfare la comprensibile esigenza di sicurezza della popolazione, senza che ciò comporti – precisa – un cedimento alla rappresentazione, spesso urlata e allarmistica, che gli organi di informazione, non solo locali, sovente hanno fornito della situazione dell’ordine pubblico». Sottani, inoltre, evidenzia che «l’autorità giudiziaria viene spesso coinvolta nelle sedi istituzionali sul tema della sicurezza urbana per fornire il proprio contributo», ma ha anche «il compito di rifuggire non solo come ovvio, dalle strumentalizzazioni delle opposte fazioni partitiche, ma anche dalle soluzioni demagogiche o ideologiche che cercano di offrire soluzioni semplicistiche a problemi complessi»

Venendo ai reati, poi, Sottani evidenzia che «l’attenzione operativa degli uffici requirenti si concentra in modo prioritario sui reati del cosiddetto “Codice rosso”» e su questo fronte «una percentuale molto alta di richieste di misure cautelari, pari a circa il 30 per cento del totale, riguarda proprio questa tipologia criminale», che è «in particolare accentuazione nella zona del Ternano». Ad aumentare del 20 per cento, emerge sempre dalla relazione, sono anche i reati di violenza contro le persone, come le lesioni personali, mentre nell’ultimo anno si è assistito a una flessione dei fascicoli per stalking, diminuiti di circa il 20 per cento.

«Seguitano a preoccupare» anche il traffico di droga «che alimenta circuiti criminali e di degrado urbano», ma «nel circondario Perugino i dati sono in linea con quelli dell’anno precedente», pur mantenendo «un’elevata incidenza». Nel Ternano, invece, il reato di produzione, traffico e detenzione si registra una flessione del 20,8 per cento, ma qui Sottani ricorda come nel maggio scorso sia stato arrestato, da parte di autorità giudiziaria di fuori regione, un nigeriano accusato di far parte di un gruppo mafioso di connazionali. Un fatto, questo, che «rappresenta – dice – un indizio sintomatico del pericolo che nella regione si possano insediare soggetti collegati ad associazioni mafiose che operano in altri territori». Per la terza Procura dell’Umbria, quella di Spoleto, i reati di droga si concentrano soprattutto tra Foligno e la stessa Spoleto, ma anche qui le iscrizioni sono in flessione del 27 per cento. Discorso a parte per il fenomeno del traffico di stupefacenti tra minori, con la Procura competente che ha indagato 37 giovanissimi: sul punto per Sottani «non può ignorarsi come tali reati fungano da presupposto per altri crimini contro la persona e il patrimonio». In generale per gli illeciti compiuti dai giovanissimi, il procuratore generale spiega di aver avviato, in collaborazione con l’Università di Perugia, «un monitoraggio al fine di comprendere meglio i territori di provenienza dei minorenni sottoposti a procedimento penale e di classificare le tipologie criminose che gli vengono contestate».

La «nuova frontiera» per il procuratore generale, infine, è rappresentata dalla «criminalità informatica» non soltanto per l’adescamento dei minori e il revenge porn, ma anche per ulteriori due profili: il primo ha a che fare sempre coi giovani, con Sottani che richiama l’inquietante fascicolo, scaturito dalla morte a Perugia del 19enne Andrea Prospero, per l’ipotesi di istigazione al suicidio a carico di un 18enne che via Telegram lo ha spinto a togliersi la vita; il secondo è legato «ai preoccupanti fenomeni di radicalizzazione da parte di estremisti di matrice religiosa che sfruttano canali internet per attività di proselitismo, addestramento e incitamento all’odio». Su quest’ultimo punto Sottani evidenzia «protocollo tra la procura generale, distrettuale e per i minorenni per accelerare lo scambio informativo per migliorare l’attività giudiziaria».


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