di Maurizio Troccoli

Crescono i costi degli animali domestici presenti nelle case degli Umbri.  «Per un gatto – scrive in un comunicato stampa l’associazione Adoc – si spendono circa 550 euro l’anno, per un cane di taglia media quasi 1500 euro, praticamente uno stipendio medio. E rispetto a 10 anni fa si spende il 62% in più, rispetto allo scorso anno la spesa è salita in media dell’8%».

In un anno va via uno stipendio medio «Occuparsi di un cane costa, in media, 1466 euro l’anno, pari praticamente a una mensilità di stipendio, tra alimenti, accessori e spese mediche mentre per un gatto si spendono poco meno di 550 euro l’anno. Rispetto allo scorso anno gli aumenti maggiori si registrano per le scatolette, +10% per quelle dei felini, +12,5% per i migliori amici dell’uomo. Stabile il costo della toletta, sono invece in rialzo i costi degli antiparassitari (+8%) e delle visite mediche di routine, cresciute del 3,3%», spiega l’Adoc.

+6% ogni anno. Dalla nascita dell’euro +62% La spesa è aumentata in media del 62% dall’introduzione dell’euro, circa il 6% ogni anno. Nel 2001, infatti, per mantenere un cane di media taglia bastavano circa 1000 euro l’anno, per un gatto servivano massimo 300 euro. Oggi accudire un animale domestico rappresenta una spesa e un costo considerevoli, che va ad aggiungersi agli altri problemi di bilancio delle famiglie, stando ai dati forniti dall’associazione.

Il 10% nella spazzatura Senza contare che circa il 10% della spesa per gli amici a quattro zampe finisce nella pattumiera, dalle nostre indagini risulta che il 7% dei prodotti alimentari acquistati dagli Umbri non viene utilizzato, perché scaduto o non gradito dall’animale, mentre c’è uno spreco di medicinali di circa il 3%. «La causa principale è il mal confezionamento, non conforme alla terapia prevista«, denuncia Angelo Garofalo (Adoc): «Il giro d’affari per cani e gatti è notevole, un Umbro su quattro possiede un cane o un gatto, considerando che la media di vita, sia per un cane che per un gatto, è di circa 15 anni, mantenere un cane per tutta la sua vita costa circa 21000 euro, un gatto si spendono più di 8000 euro. Cifre considerevoli, molto più elevate rispetto a quelle sostenute per altri animali domestici come tartarughe, criceti o uccellini: sebbene per questi ultimi la spesa iniziale sia più sostenuta, nell’ordine di circa 150 euro, comprensiva di acquisto dell’animale, di gabbiette e prime cure.

I casi di abbandono Ad ogni modo le spese di gestione non superano in media i 300 euro l’anno, secondo le stime dell’Adoc. C’è un grave fenomeno parallelo che non può e non deve passare inosservato, l’abbandono degli amici a quattro zampe. «Nell’ultimo anno – si legge nella nota – abbiamo registrato un aumento del numero degli abbandoni, la media è del 18% in più. Una delle cause, anche se non l’unica, è la mancata castrazione dell’animale. Molto spesso vengono abbandonati i cuccioli proprio perché la gente non castra il proprio animale e poi non sa come disfarsene. E gli animali non castrati e abbandonati vanno ad incrementare il fenomeno del randagismo. Grazie al lavoro dei veterinari privati volenterosi e delle associazioni dei volontari animalisti il fenomeno del randagismo è tenuto sotto controllo. Le strutture pubbliche, al contrario, sono carenti».

Stima  Nazionale: Gatti domestici: 5.550.000; stima cani domestici: 5.175.000; volume d’affari annuo: gatti 3.046.950.000, cani 7.586.550.000; volume d’affari annuo complesssivo: 10.633.500.000

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.