di M.R.
Mark Antony Samson ha confessato di aver ucciso a coltellate la sua ex Ilaria Sula, per poi occultare il corpo in una valigia e gettarlo in un dirupo. Il cadavere della studentessa 22enne, cresciuta a Terni, è stato recuperato dai vigili del fuoco. Il 23enne, reo confesso, è ristretto – come riporta il Corriere della Sera – nel carcere di Regina Coeli a Roma. Tra i reati che gli vengono contestati c’è anche il tentativo di depistaggio: per giorni, dalla scomparsa della giovane, avrebbe infatti utilizzato il suo cellulare per rassicurare parenti e conoscenti via sms. Il telefonino e l’arma del delitto non sono stati ancora ritrovati e intanto è al vaglio degli inquirenti anche la posizione dei genitori del filippino, che pare fossero in casa al momento del femminicidio.
Studentessa di Terni uccisa a Roma Un quadro sempre più inquietante quello che si va delineando sul caso di Ilaria Sula. I due avevano avuto una relazione durata circa un anno, poi lei non voleva più saperne e l’efferato delitto potrebbe essersi consumato al culmine di una lite. Una tragedia inaccettabile che sconvolge Terni, Roma e segna la vita universitaria dell’ateneo La Sapienza dove oggi alle 14.30 si terrà una mobilitazione in piazzale Aldo Moro per ricordare le donne recentemente morte per mano di chi cercava di convincerle di amarle. Per la concittadina Ilaria Sula, anche Terni scenderà in piazza. Il presidio davanti alla biblioteca comunale è fissato da Casa delle donne e Terni donne per le 18.30 di giovedì. Sempre in città poi i commercianti del centro hanno appeso sulle loro vetrine un manifesto di ‘Non una di meno’: «Per Ilaria, per Sara, per tutt3. Con tutta la rabbia, con tutto il dolore». In diverse scuole del territorio, minuto di silenzio e raccoglimento. Oltre al sindaco Bandecchi che si è detto sconvolto e ha espresso vicinanza alla famiglia della giovane Ilaria, anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha parlato di «ferita terribile per la capitale. Non si può – ha aggiunto – rimanere indifferenti».
Le reazioni E l’escalation di violenza sfociata in tragedie, che si è registrata in queste ultime settimane, è entrata anche nelle aule del Parlamento. «Ilaria Sula, uccisa a 22 anni, come Sara Campanella, palermitana anche lei ventiduenne, uccisa a Messina. E Laura Papadia, palermitana di 37 anni uccisa a Spoleto. Tre omicidi, tre femminicidi per mano di uomini – ha ricordato il senatore umbro Walter Verini -. Tutti devono rendersi conto: non è un’emergenza, ma un dato strutturale, organico alla società. È il frutto di una cultura del possesso, padronale – sì: patriarcale – che produce ogni giorno violenza contro le donne, fino all’omicidio. Occorrono sì norme coraggiose, ma occorre investire nella formazione di tutti i soggetti che operano nel contrasto e nella prevenzione. E nell’educazione nelle scuole, nell’affettività, nel rispetto di tutti i generi, della parità di genere. Non c’è tempo da perdere, questa catena di tragedie che ogni giorno sconvolge famiglie, città e l’intero Paese, va spezzata». «Tre delle dieci vittime di femminicidi commessi dall’inizio di quest’anno in Italia sono umbre – sottolineano ancora Maria Grazia Proietti e Letizia Michelini, consigliere regionali Pd -. Un dato sconcertante e doloroso che ci impone di fare i conti col fatto che la violenza contro le donne è un fenomeno strutturale e culturale, che nella nostra regione in questi mesi si sta manifestando in modo ancora più drammatico che altrove. La politica ha una grande responsabilità e un ruolo imprescindibile nel promuovere azioni concrete per sostenere le donne, educare le nuove generazioni, eradicare la cultura del possesso e contrastare ogni forma di discriminazione e abuso. È una rivoluzione culturale radicale, quella che ci vuole. Una rivoluzione urgente, irrimandabile».
