Il carcere di Capanne (foto ©Fabrizio Troccoli)

Il giudice Natalia Giubilei ha convalidato l’arresto del tifoso del Perugia indagato con l’accusa di rissa aggravata in seguito ai violenti scontri ultrà che domenica pomeriggio hanno paralizzato un tratto dell’autostrada A12 all’altezza dell’area di servizio Versilia e ne ha disposto l’immediata scarcerazione del tifoso del Perugia arrestato con l’accusa di rissa aggravata in seguito ai violenti scontri ultrà che domenica pomeriggio hanno paralizzato un tratto dell’autostrada A12 all’altezza dell’area di servizio Versilia. La decisione è stata presa all’esito dell’udienza di convalida durante la quale l’indagato – al quale è stato imposto più semplicemente l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – ha raccontato al magistrato che lui, insieme agli altri supporter biancorossi, è stato aggredito dai tifosi della Lucchese scesi armati dai minivan. «Siamo stati attaccati e ci siamo dovuti difendere – sono state le sue parole -. Il bastone che impugnavo? L’ho trovato per terra». Al tifoso, inoltre, è stato applicato anche il Daspo con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria prima e dopo la fine delle partite.

Secondo la ricostruzione fornita dall’indagato, lui, insieme agli altri supporter biancorossi, sono stati attaccati dai sostenitori della Lucchese nell’area dell’autogrill. L’operaio – difeso dall’avvocato Ludovica Khraisat – ha spiegato che stavano per rientrare nei furgoni, diretti a Chiavari, dove era in programma la partita del Grifo, quando sono stati assaliti dai toscani scesi con caschi, sassi, bastoni e bottiglie da sei o sette minivan. «Ci hanno aggredito e noi ci siamo difesi – è l’estrema sintesi delle dichiarazioni -. Avevo un bastone in mano ma quello l’ho trovato per terra, non sono stato io a provocare il ferimento del tifoso lucchese». Spiega l’avvocato Khraisat: «Ho sentito parlare in questi giorni di un appuntamento che si sarebbero dati gli ultrà ma mi sembra una ricostruzione piuttosto inverosimile in quanto si sa che nelle aree degli autogrill ci sono le telecamere e la polizia, come nel caso di specie. Il mio cliente è stato identificato dalle telecamere, si stava difendendo, è avvenuto tutto nel giro di pochi secondi, se la sua azione fosse stata premeditata certamente non sarebbe andato a scontrarsi a volto scoperto». Khraisat è stata già impegnata nel passato recente nella difesa del tifoso finito anni fa sotto processo per i fatti avvenuti nel 2015 durante Perugia-Cesena. «È stato assolto dall’accusa di lancio di oggetti pericolosi perché, come stabilito dal giudice, il fatto non sussiste. Il Daspo? Quello lo ha scontato». 

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