Gubbio

Il sindaco di Gubbio Filippo Mario Stirati, il dirigente del servizio ambiente Raffaele Santini, il tecnico assistente di discarica Enrico Minelli e due tecnici della Cooprogetti, Fabio Valter Filippetti e Luigino Capponi, sono indagati per le vicende legate alla discarica di Colognola. Ai cinque è stato notificato l’avviso di conclusione indagini dalla procura di Perugia, secondo quanto riportano i quotidiani in edicola.

Cinque indagati Nell’indagine condotta dal sostituto procuratore Carmen D’Onofrio, sulla scorta degli accertamenti condotti dal Noe dei carabinieri, ai cinque vengono contestati, a vario titolo, una serie di reati ambientali, che vanno dall’omissione di effettuare il monitoraggio mensile nei punti di captazione di biogas secondo quanto prescritto nell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) all’omesso campionamento trimestrale delle acque di ruscellamento, oltre a rilievi sullo scarico di acque reflue industriali in fognatura. Ci sono poi rilievi sulla gestione della discarica come difetti nella copertura per evitare infiltrazioni, che hanno comportato «maggiore e anomala formazione di percolato». Per finire con il superamento nelle acque sotterranee dello ione ammonio, compatibile con una dispersione di percolato dovuto anche alla mancata impermeabilizzazione del fondo della parte più datata della discarica. Rilevati alti valori anche di ferro, manganese, solfati e nitriti.

Proteste e chiarimenti I cittadini della zona della discarica a più riprese ne hanno chiesto la chiusura, prevista nell’anno in corso ma per la quale mancano le risorse. Il sindaco Stirati, nel gennaio scorso, ha riferito di aver ereditato i problemi anche per i mancati accantonamenti per la bonifica. Accantonamenti iniziati con un plafond iniziale di 250 mila euro, stando alle sue dichiarazioni a fronte di spese per il riambientamento calcolate in 2,4 milioni di euro subito e altri 2 milioni nel corso degli anni successivi.

«Sereno» Sul caso il sindaco Stirati terrà lunedì 19 una conferenza stampa, ma nel frattempo si dice «assolutamente sereno». «Attendo di acquisire – scrive – tutti gli elementi tecnici e legali sulla vicenda, legata all’operato di dirigenti ed esperti dei quali non ho motivo di dubitare, circa la loro correttezza e professionalità. Posso dire fin d’ora che attribuire al sindaco responsabilità meramente tecniche, mi sembra fuori luogo. Vero è che il Comune è il proprietario della discarica e non c’è una società che la gestisce, come nel caso di altre realtà e Gubbio paga un’anomalia del passato, per cui l’impianto non è mai stato inserito nel Piano regionale dei rifiuti ed è sempre stato fuori della programmazione regionale. Nelle indagini si parla di un’arco di tempo di 15 anni ma io posso rispondere degli ultimi 4 anni e in questo periodo del mio mandato amministrativo tutto si è svolto alla luce del sole, secondo i principi di trasparenza, correttezza e onestà a me cari».

Tanti problemi «Le problematiche della discarica sono certo complesse e ben note: i problemi di fine vita, i soldi non accantonati per il recupero, ne sono esempio. Gli interventi da noi realizzati in questo arco di tempo – aggiunge Stirati – sono stati notevoli e ingenti, legati alla messa in sicurezza e al riambientamento progressivo. Quando un anno fa, furono rilevati valori di inquinamento legati al percolato lievemente superiori alla norma, concordemente con Arpa e con altri organi preposti, siamo subito intervenuti per risolvere il problema, in maniera trasparente e legale. Nessuna attività ‘oscura’ è legata alla questione rifiuti e siamo orgogliosi di avere sempre intrapreso grandi battaglie sulla tutela della salubrità e dell’ambiente, e altre ne faremo, considerandoli capisaldi di ogni buon governo nell’interesse dei cittadini».

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