di Francesca Marruco
C’è la promozione della sorella di Maria Cristina Ercoli al centro dell’inchiesta che vede indagati due ex sindaci di Gubbio. Ercoli e Orfeo Goracci. Ai due, i pubblici ministeri Antonella Duchini e Mario Formisano contestano i reati di concorso in concussione e concorso in abuso d’ufficio. Per la procura avrebbero indotto un dirigente del Comune a nominare la sorella della Ercoli dirigente del settore polizia municipale pur non avendone i requisiti. La donna infatti era già dipendente del Comune ai servizi demografici, ma non aveva la qualifica da dirigente.
L’esposto della dirigente A dare impulso all’indagine era stato un esposto di una dirigente comunale che aveva raccontato tutto ai magistrati. Goracci per dieci anni è stato sindaco della città dei Ceri; poi, eletto nel 2010 al consiglio regionale, il suo posto è stato preso dalla Ercoli che ha traghettato il Comune fino alle elezioni del maggio scorso, vinte dal Pd di Diego Guerrini.
Estraneo ai fatti «L’informazione di garanzia notificatami ieri – commenta in una nota Goracci venerdì mattina – mi ha sorpreso e stupito; ma conoscendo i precetti della nostra Costituzione, comprendo bene la funzione dell’istituto giuridico e il fatto che si tratti solo di una garanzia a cui ogni cittadino della Repubblica ha diritto». Il vicepresidente del consiglio regionale si dice poi «estraneo» ai fatti e fiducioso nell’operato della magistratura. «Sono disponibile – dice poi Goracci – a qualsiasi confronto e chiarimento in qualsiasi sede, appena avrò conosciuto le carte che ora mi sono totalmente ignote». «Auspico – conclude Goracci – che quanto prima vengano chiariti i fatti e le circostanze che sono alla base del procedimento, confidando in una celerità che possa dare serenità a me ed a quanti conoscono il mio percorso politico, istituzionale ed amministrativo che è sempre stato caratterizzato da coerenza, correttezza ed onestà dei miei comportamentiı».
Ercoli, io sempre imparziale «La dottoressa Maria Cristina Ercoli – scrive in una nota diramata dalla stessa Ercoli e dal suo avvocato Ubaldo Minelli- respinge fermamente ogni addebito, sottolineando come tutta la propria attività di pubblico amministratore sia stata improntata sempre e puntualmente al pieno e rigoroso rispetto dei valori di onestà e correttezza ed ai principi di imparzialità , trasparenza ed efficienza dell’azione amministrativa. Ripone piena fiducia nell’operato della magistratura, dichiarandosi pronta fin d’ora, ad ogni chiarimento e confronto nella certezza di essere in grado di dimostrare la propria estraneità e comunque qualsivoglia profilo di illiceità penale e/o illegittimità amministrativa nel proprio operato»
Si riunisce la segreteria del Prc Sabato il caso Goracci-Ercoli sarà al centro della segreteria regionale del Prc: «La segreteria – scrive il segretario regionale del partito Stefano Vinti – si riunirà per una valutazione della vicenda e per l’assunzione di scelte e provvedimenti conseguenti che verranno ritenuti, in quella sede, più opportuni. Nello stesso tempo esprimiamo totale fiducia nel lavoro che la magistratura e gli organi della giustizia stanno conducendo, auspicando che quanto prima venga fatta assoluta chiarezza sugli addebiti fondamento degli avvisi di garanzia».

