Ancora una scossa di terremoto con epicentro a Gubbio. Questa volta di magnitudo 3,5 con ipocentro a 8,3 km di profondità, alle 20.43 ha fatto scendere in strada parecchia gente spaventata. La scossa non ha provocato danni a case e persone, ma l’apprensione è alta in tutto l’eugubino, sia a causa della lunghezza della scossa, sia a causa dell’insistente susseguirsi di eventi sismici negli ultimi giorni.
Assestamento Sono seguite altre scosse di assestamento: magnitudo 2 alle 20.57, magnitudo 2,5 alle 21.39, magnitudo 2 alle 00.05. Ancora: magnitudo 2.2 all’1.10, magnitudo 2.5 alle 3.04, magnitudo 2.5 alle 6.58, magnitudo 2.1 alle 7.14, magnitudo 2.4 alle 8.31. E, fra queste scosse, un’altra di magnitudo 2.1 fra Corciano e Perugia.
Lungo sciame Fino ad ora la scossa più forte è stata quella di magnitudo del 22 dicembre, avvertita nettamente fino a Terni ed Arezzo. Anche in questo caso, fortunatamente nessun danno, se non qualche controllo per delle crepe ai muri. Il bacino di Gubbio è interessato da uno sciame che ha fatto registrare oltre tremila eventi da gennaio a oggi.
L’approfondimento: zona a rilascio continuo Nel frattempo i geologi studiano la situazione eugubina, considerata un «laboratorio naturale per lo studio della sismicità». «La sequenza sismica che sta interessando l’area di Gubbio – si legge in un approfondimento dell’Ingv – in particolare dal 18 dicembre, dopo l’evento di magnitudo 3.9, si inquadra in un’area dell’Appennino umbro-marchigiano che ha un rilascio sismico pressoché continuo. La zona è nota per alcuni terremoti di magnitudo tra 5 e 6 avvenuti in passato, l’ultimo dei quali a fine aprile del 1984 a sud di Gubbio».
4 chiese inagibili Più che altro per precauzione, quattro delle 33 chiese del Comune di Gubbio sono state dichiarate inagibili. Sempre a scopo precauzionale, tutti i concerti e gli eventi previsti nei luoghi sacri sono stati annullati. Il controllo degli edifici è continuo dopo ogni scossa.
