Barelle al Santa Maria della misericordia (foto F.Troccoli)

di Francesca Marruco

Sarebbe dovuta nascere tra qualche giorno e invece la bimba è morta quando ancora era nel grembo della mamma. Secondo quanto emerge dopo l’autopsia effettuata sul feto venerdì pomeriggio, la piccola morta il giorno di Natale all’ospedale di Branca, sarebbe deceduta per asfissia. Il cordone intorno al collo, non solo sarebbe stato fatale per lei, ma avrebbe anche provocato il distacco della placenta che a sua volta ha innescato una fortissima emorragia nell’utero della mamma, che, oltre ad aver perso una figlia, ha perso anche la possibilità di averne ancora dopo aver subito un’isterectomia. Per quanto accaduto, il pm Mara Pucci, ha iscritto nel registro degli indagati tre medici.

Il fatto Un passo indietro. E’ Natale, la piccola dovrebbe nascere dopo qualche giorno, ma si rompono le acque e la mamma ha delle perdite strane. I futuri genitori vanno subito in ospedale a Branca e la donna viene sottoposta a parto cesareo, un intervento chirurgico che però non va come tutti sperano: il feto è già morto e l’emorragia della madre rischia di strappare anche lei alla vita. La donna, secondo quanto denunciano i coniugi, che hanno sporto querela tramite il loro legale Roberto Mastalia, sarebbe stata portata in sala operatoria solo dopo quasi un’ora e mezza dal suo ingresso in ospedale.

Ritardo Secondo quanto emerso infatti, le due dottoresse di guardia in ospedale al momento del ricovero della donna, hanno avuto bisogno dell’intervento del primario, il quale però non era di turno né reperibile, quindi ci ha messo un po’ ad arrivare. Quel lasso di tempo può essere stato fatale alla bambina e può aver causato danni irreparabili alla madre? L’esame autoptico eseguito sul feto e gli esami che i medici legali eseguiranno sull’utero della mamma chiariranno ogni aspetto.

Indagini Al momento l’iscrizione nel registro degli indagati è stata un atto dovuto proprio per l’autopsia che è stata eseguita venerdì pomeriggio dalla dottoressa Martina Focardi del Careggi di Firenze. Insieme a lei erano presenti i medici legali Sergio Scalise Pantuso ( consulente di parte dei genitori della bambina), Anna Maria Verdelli e Laura Paglicci Reattelli nominati dai legali Giuseppe Innamorati ed Elena Cristofari che difendono i medici indagati.

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