Orfeo Goracci ( foto F. Troccoli)

di Francesca Marruco

Di fatto è libero ma non può uscire dalla sua Gubbio. Neanche per recarsi in consiglio regionale di cui era vice presidente fino a prima dell’arresto avvenuto il 14 febbraio scorso. Per questo, tramite i suoi avvocati Franco Libori e Marco Marchetti, l’ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci chiede che gli venga revocata la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Gubbio o, in subordine, che gli venga permesso di prendere parte ai consigli regionali a Perugia.

Il prossimo consiglio Almeno al prossimo programmato per l’otto maggio in cui all’ordine del giorno c’è proprio la rielezione dell’ufficio di presidenza con Lamberto Bottini (Pd) e Roberto Carpinelli (Marini per l’Umbria) che verranno sostituiti da due consiglieri di opposizione.

L’ufficio di presidenza Già il 2 maggio, tutti i membri dell’Ufficio rassegneranno in blocco le dimissioni, l’8 ci sarà la rielezione e tra il 9 e il 10 si riuniranno le Commissioni consiliari dove il centrodestra riprenderà i suoi posti. In questo modo nell’ufficio tornerà anche una rappresentanza di centrodestra che si era dimessa all’indomani dell’arresto di Orfeo Goracci e che non aveva votato per l’ufficio di presidenza vista la permanenza del presidente Eros Brega, anche lui indagato dalla procura di Terni.

Intervista a Radio Radicale Goracci, eletto come consigliere regionale per la Federazione della Sinistra umbra, è  stato intervistato da Radio Radicale il 25 aprile e ha sostenuto tra l’altro che:  «C’è una sproporzione tra accusa e difesa incredibile, nel mio caso c’è stata non solo la carcerazione preventiva, ma siamo stati cinque giorni senza nemmeno poter consultare l’avvocato. Lavitola è tornato e ci ha parlato subito. Mentre l’accusa che fa e deve fare il suo dovere, può lavorare pienamente, l’imputato può parlare al massimo un’ora con il suo avvocato e questa non mi sembra una situazione equilibrata.  Io ho scritto che dopo due giorni Schettino era ai domiciliari io ho dovuto fare 56 giorni di carcere, 38 in carcere e 18 a casa per reati che il tempo giudicherà quali sono, se ci sono, e che portata hanno».

Goracci:  «continuerò lavoro di consigliere regionale» «Io continuo a fare politica,  ho battuto entrambe le volte sia il centro destra che il centrosinistra, e la prima volta non poteva essere perché avevo gestito potere. C’è stato qualcosa di importante a suo modo che non a tutti è piaciuto.  E sicuramente la politica sulle vicende che mi riguardano non è che sia stata spettatrice disinteressata. Le mie idee rimarranno, andrà visto come potranno essere messe in atto. Continuerò il mio lavoro di consigliere regionale,  spero di poterlo fare con sufficiente valore. Ora il primo impegno è quello di riconquistare equilibrio serenità e ritornare alla normalità perché 56 giorni di privazione di libertà per aver fatto l’amministratore non il bandito, non il rapinatore, non c’è un capo d’imputazione  in cui si dica che ho preso un centesimo, quando dalla politica si spara, purtroppo a ragione, per i soldi che si rubano.  Almeno nella mia piccola realtà eugubina queste cose, una buona parte dei cittadini, dopo lo sbigottimento del 14 febbraio, ci sta ragionando sopra e questo per me è motivo di orgoglio e di forza».

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