di Massimo Colonna
«Mi ricordo delle serate passate a casa tua fino a mezzanotte a giocare. E delle bombe d’acqua che tiravamo in estate, finché non andavamo poi a giocare a calcio con gli altri. Resterai sempre il nostro angelo». Così parenti e amici hanno voluto ricordare Alessandro Riccetti, il ragazzo ternano di 33 anni scomparso tragicamente all’hotel Rigopiano. Il cugino Eugenio ha letto una lettera a nome di famigliari e amici durante i funerali del ragazzo.
La quotidianità «Troppo spesso – ha spiegato nel suo intervento una amica della sorella di Alessandro – presi dalla quotidianità non ci accorgiamo dell’importanza delle persone. Tu Alessandro eri la nostra ventata di serenità e di allegria, grazie al tuo comportamento sei entrato nel cuore di tutti, grazie alla tua disponibilità sei arrivato a tutti. Noi adesso si ringraziamo per esserci stato, per essere stato così presente con noi. Anche se lasci un vuoto incolmabile, la tua presenza non ci mancherà mai. Il tuo sorriso rimarrà in tutti noi, sarai sempre il nostro angelo. Ciao Ale».
Il cugino «Caro Alex – ha detto Eugenio leggendo una lettera a nome dei famigliari – se oggi sono qui è soltanto perché ci sei tu a darmi la forza per trovare le parole. In questi giorni passati con il cuore in gola, ma allo stesso tempo con la speranza nel cuore, in tutti noi sono stati tantissimi i pensieri. Soprattutto rivolti alla nostra infanzia. Quando giocavamo fino a mezzanotte in camera tua, quando tiravamo le bombe d’acqua in estate, e poi quelle partite interminabili a pallone con gli altri amici». «Mi ricordo poi da adolescenti in Svizzera quando io ti rincuoravo perché ti mancava la famiglia mentre eravamo con gli scout. Poi siamo cresciuti e la vita ti ha messo davanti a responsabilità enormi. Non ti sei perso d’animo e ti sei caricato la famiglia sulle spalle. Non te l’ho mai detto, ma ti ho ammirato molto anche per questo. Adesso tutto sembra così surreale, ma tu ci hai sempre assicurato aiuto e noi proveremo ad andare avanti e a onorare il tuo ricordo, e a farti giustizia. E’ inaccettabile morire così in questo modo, mentre stavi lavorando. Quando alzerò gli occhi al cielo per venire a cercarti, ci scambieremo un sorriso fraterno. Ci mancherai tanto, in ogni istante».
@tulhaidetto
