Il tribunale penale di Perugia (Foto F. Troccoli)

di Barbara Maccari

Ventiduemila euro era la somma che la Regione gli aveva stanziato per la ristrutturazione di un vigneto, l’uomo avrebbe però ben pensato di spendere la somma per altri fini. Il presunto “ladro” rischia però di farla franca a causa dell’ennesimo caso di giustizia lumaca. Il processo rischia infatti di cadere in prescrizione ancora prima di entrare nel vivo. L’avvocato di parte civile del processo, Paolo Panichi, seppur alla fine è riuscito ad accorciare i tempi per la prossima udienza, si dice «arrabbiato ed amareggiato per questa situazione, troppi reati nel nostro sistema giudiziario vanno in prescrizione, troppi furbi dediti al crimine si salvano per la lentezza della giustizia penale».

La storia La vicenda inizia nel giugno del 2009 quando l’imputato viene accusato di una «malversazione in danno di pubblica amministrazione», articolo 316 bis del codice penale. In pratica l’uomo aveva ottenuto 22 mila euro dalla Regione Umbria per la ristrutturazione di un vigneto, ma tale somma non è stata mai usata per questo scopo. Solo il 3 ottobre del 2013, quattro anni dopo i fatti, si è arrivati ad un decreto di citazione a giudizio, con fissazione della prima udienza dibattimentale per il 17 giugno 2014 dinanzi al collegio penale di Perugia. In questa udienza sono stati ammessi i testi di tutte le parti, pubblico ministero, parte civile ed imputato ed è stata fissata l’udienza successiva del 9 giugno 2015 per l’escussione dei soli testi del pubblico ministero.

Prescrizione E il 9 giugno è scoppiato il caos. Durante l’udienza il presidente del collegio, preso in trattazione il fascicolo, ha comunicato che non sarebbe stato sentito alcun teste e che il processo sarebbe stato rinviato al dicembre del 2017. Peccato solo che il reato nel dicembre 2016 cadrà in prescrizione, quindi un rinvio a tale data sarebbe stato il colpo di fortuna per l’imputato. Dopo varie discussioni, l’intervento dell’avvocato di parte civile dell’associazione di categoria dell’agricoltura, Paolo Panichi, e del pm, hanno permesso di fissare la prossima udienza a dicembre del 2015 per l’escussione di tutti i testi ed il dibattimento.

Pena patteggiata Fatto ancora più grave è che il coimputato nel processo, al quale è stato riconosciuto un ruolo minore, nel 2010 ha riconosciuto tutti i fatti contestati dal pubblico ministero ed ha patteggiato una pena di 2 mesi. «Se avesse considerato tale lentezza anomala della giustizia faceva bene a non patteggiare e godersi anche lui la prescrizione – ha detto amareggiato l’avvocato Panichi – non è giusto che un presunto criminale se la cavi con una prescrizione del reato per assurda ed ingiustificabile lentezza della giustizia».