di Francesca Marruco
La “scopertura” di personale amministrativo è il male più diffuso negli organi della giustizia umbra. Il dato, che non risparmia nessuna delle tre procure – Perugia, Terni e Spoleto – e nessuno dei tre distretti, emerge con chiarezza dalla relazione che il presidente reggente della Corte d’Appello di Perugia Giancarlo Massei, ha fatto sabato mattina in occasione della celebrazione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Numeri Quindi, non solo il personale amministrativo è stato ridotto nel 2013 da 546 a 513 unità, ma di queste ne mancano ancora 100. A Perugia la situazione è «particolarmente grave» perché manca il 36% degli operatori. A Spoleto non va meglio: su 11 previsti, ce ne sono appena 4. In Corte d’Appello a Perugia mancano sei persone.
Processi a rilento al penale a Perugia Impossibile con questi numeri far viaggiare velocemente i processi. E infatti i risultati si vedono: al tribunale penale di Perugia, con appena quattro cancellieri, le udienze vanno a rilento e i processi si allungano. Il 65% dei processi – un dato quasi raddoppiato rispetto al 37% dell’anno precedente – a trattazione collegiale impegna oltre due anni per arrivare a sentenza, mentre appena l’11,2 % – contro l’oltre 42% dello scorso anno – sono quelli definiti in sei mesi.
Criticità A Perugia non va neanche la collocazione per l’amministrazione della giustizia. Inadeguate e «indecorose» le aule di via XVI Settembre e una frammentazione che aumenta problemi e spese con addetti ai lavori che devono spostarsi da una parte all’altra della città. A Spoleto invece, l’aspetto più critico evidenziato è quello relativo al rapporto magistrato/abitanti: in media in Italia si attesta intorno ai 30 mila, a Spoleto circa 55 mila. E questo perché, dopo l’accorpamento con Todi e Foligno, l’utenza è moltiplicata e l’organico non è stato adeguatamente innalzato. Anche a Terni non va meglio con 29 amministrativi presenti, contro i 39 previsti solo in procura. Senza contare dei 5 onorari operativi contro i 13 previsti.
Reati Ciò nonostante, la macchina della giustizia umbra cerca di fare il possibile per rispondere alla «imponente» richiesta di giustizia dei cittadini: a Perugia sono state 705 le denunce per droga, «in forte aumento rispetto all’anno precedente», e questo dato mette l’Umbria al terzo posto tra le regioni con maggior numero per abitanti di persone denunciate per reati collegati allo spaccio. A Terni viene evidenziato «l’allarmante» aumento di reati legati alla prostituzione e all’immigrazione: da 7 a 45 così come quelli di stalking passati da 57 a 81. Diminuiti invece i furti contro ignoti, quasi due mila casi in meno. «Grave» il dato sugli omicidi: 9 contro gli 8 dell’anno precedente.
Pendenze Una volta arrivati nelle aule di tribunale, la pendenza dei processi collegiali è aumentata da 6.428 a 7.017 e 351 a 397 per i monocratici. Sensibile decremento da 20.245 a 18.102 per l’ufficio Gip-gup. A Terni «significativa» diminuzione delle sopravvenienze da dibattimento monocratico passate da 1.643 a 1.432.
Corte Assise «Particolare preoccupazione» attiene il numero di processi dinanzi alla Corte d’Assise (quelli per reati più gravi) che sono in «allarmante aumento, tanto da far ipotizzare la costituzione di un collegio permanente» che se ne occupi. In Corte d’Assise vanno i reati più gravi e questo aumento «costituisce il molto trite segno che qualcosa ed in peggio e nel giro di pochi anni, è cambiato nella nostra regione».
Minori Un altro dato di preoccupazione arriva invece dal tribunale dei minori, dove «la scarsità di famiglie disponibili all’affido temporaneo di minori» e «la scarsità di risorse per la messa alla prova» che è uno strumento fondamentale per la giustizia minorile intesa come momento di «rieducazione» dal minore.
Tipologie reato Quanto infine alle tipologie di reato iscritte nell’ultimo anno la fanno certamente da padrone i furti contro ignoti con oltre 14 mila notizie di reato, seguiti dai reati contro il patrimonio con oltre 4 mila, quelli contro la persona, oltre 1.700 e quelli contro la libertà individuale, 1.690.
