Sconto di pena significativo in Corte d’Appello per una coppia di giovani condannati per sfruttamento della prostituzione in concorso. I giudici della Terza sezione di Roma, accogliendo la tesi difensiva sull’insussistenza del reato di associazione a delinquere e annullando le aggravanti, hanno ridimensionato la pena dei due fino a tre anni e otto mesi per lui e a tre anni e quattro mesi per lei con il solo obbligo di firma. A darne notizia sono i difensori della coppia, gli avvocati Luca Sbardella e Luca Gambero, che in una nota spiegano come «i due potranno essere affidati in prova al servizio sociale e godere della liberazione anticipata». La coppia è responsabile in concorso con un terzo soggetto di un giro di prostituzione di giovani ragazze, tra cui una minorenne, che la coppia fino ad allora incensurata avrebbe messo in piedi dalla fine del 2014 fino a metà 2015 dopo aver perso il lavoro, lui era muratore e lei una bracciante. L’illecito è stato scoperto nell’ambito di un’indagine che ha coinvolto le procure di Viterbo e Terni che contestando l’associazione a delinquere avevano ottenuto in primo grado col rito abbreviato la condanna a 9 anni per lui e a 7 anni per lei, oltre a sanzioni per oltre 90 mila euro complessivi. Nonostante la soddisfazione per la riduzione della pena di due terzi e un terzo, gli avvocati della coppia, che hanno indagato a lungo sul caso, non escludono il ricorso per Cassazione al fine di ottenere l’assoluzione di almeno di uno dei dei coniugi.

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