di Chiara Fabrizi
Parlavano in disparte, non stavano litigando, quando all’improvviso è arrivato il pugno fatale e tragico, costato la vita a Emanuele Tiberi, 32 anni. Questo emergerebbe dalle testimonianze rese dai giovani che, all’alba di domenica, fuori dalla Vineria e a due passi dalle mura sconquassate dal sisma, hanno visto Cristian Salvatori, anche lui 32 anni, sferrare il pugno in faccia a Tiberi, caduto a terra privo di sensi e morto dopo ore di agonia all’ospedale di Terni.
Futili motivi ancora da chiarire Secondo gli inquirenti, a coordinare le indagini dei carabinieri è il sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno, il colpo in faccia è stato assestato per futili motivi, ma quali precisamente non è ancora chiaro, né dal passato dei due affiorano rapporti critici o precedenti questioni. Tra i testimoni qualcuno avrebbe anche paventato che il pugno possa essere stato sferrato per gioco, ma sull’ipotesi tra gli inquirenti c’è grande cautela, anche in attesa degli accertamenti tecnici e della convalida dell’arresto di Salvatori, in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale del coetaneo. Oltreché sulla ricostruzione del fatto tragico, ancorata per ora alla testimonianze dei presenti, non essendo la zona coperta di videosorveglianza, le indagini si stanno estendendo inevitabilmente alle ore precedenti all’aggressione, anche sulla scorta di un post di Salvatori che sui social, poco prima dell’aggressione, ha raccontato di sentirsi fiero come Massimo Decimo Meridio, il Gladiatore.
Donati gli organi Assistito dagli avvocati David Brunelli e Federico Altieri, l’aggressore è in carcere a Maiano (Spoleto) e in prima battuta è a loro che dovrà riferire la sua versione dei fatti, non ancora nota. Per mercoledì il sostituto Ferrigno, invece, ha disposto l’autopsia sul corpo di Tiberi per stabilire le cause della morte, col giovane che potrebbe anche aver battuto la testa cadendo a terra dopo il pugno. Tragicamente inutili i soccorsi e i tentativi di rianimazione, con Tiberi che è morto dopo alcune ore all’ospedale di Terni. Qui lunedì si è proceduto all’espianto degli organi di Tiberi, a cui hanno dato il proprio generoso consenso i genitori del giovane nursino, straziati dal dolore al pari del fratello e della sorella: due le equipe che hanno prelevato fegato, reni e cornee, subito trasferiti ai centri trapianti di riferimento, che li destineranno a pazienti in attesa, così da dare nuove prospettive di vita ad altre persone. Per il resto è solo dolore profondissimo.
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