Uno ha tentato di salvare l’altro. Questa l’ipotesi più verosimile sulla tragedia costata la vita a Giacomo e Francesco Fierloni, i due gemelli di Magione morti folgorati in un’area isolata in località La Goga, nel territorio comunale.

La ricostruzione di quanto accaduto emerge all’esito degli accertamenti disposti sulle salme dei due ragazzi, che avrebbero compiuto 23 anni tra un mese. Con ogni probabilità uno dei due gemelli Fierloni ha toccato i fili elettrici con un’asta lunga una decina di metri, composta da carbonio e alluminio. E l’altro, nel tentativo di salvare il fratello, avrebbe provato a intervenire, restando a sua volta folgorato. Arrivato nella tarda mattinata del 23 aprile il nulla osta del pm di turno quella sera, Annamaria Greco, con cui si è proceduto alla restituzione delle salme ai familiari, intorno ai quali in queste ore si è stretta l’intera comunità.

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In questo senso, è stato il sindaco di Magione, Massimo Lagetti, a firmare il decreto 7 con cui ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali di Giacomo e Francesco Fierloni, che sono stati fissati per domani 24 aprile alle 14 nella chiesa di San Giovanni Battista di Magione, da cui poi partirà il corteo funebre fino a piazza Matteotti. «Ringrazio pubblicamente, sia personalmente che per conto della famiglia, le migliaia di persone che in varie forme hanno voluto esprimere la loro vicinanza con rispetto e commozione», ha detto Lagetti.

La ricostruzione di quanto accaduto a La Goga di Magione, è quella emersa nelle prime ore, anche se i contorni restano incerti. Giacomo e Francesco Fierloni erano usciti di casa intorno alle 19 di martedì 21 aprile per andare a recuperare degli uccelli da richiamo, utilizzando quell’asta metallica di 10 metri che è poi finita sui cavi elettrici. Difficilmente gli accertamenti potranno restituire la dinamica esatta di quanto accaduto in quell’area impervia a una manciata di chilometri dal lago Trasimeno, stabilendo cioè se il contatto con la linea di media tensione sia stato accidentale, ossia avvenuto per una manovra errata compiuta con la lunga l’asta, scenario che comunque appare più verosimile, oppure se i cavi elettrici siano stati toccati realmente nell’incauto tentativo di recuperare un uccello da richiamo che si era posato sui fili da 20 mila volt. Comunque sia andata in quei drammatici istanti, resta il dolore indicibile di due genitori, di una famiglia e di un’intera comunità, sgomenti per la morte tragica e improvvisa di due «ragazzi d’oro», come li ha voluti ricordare il sindaco Massimo Lagetti.

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