di Marco Torricelli
La sua prima reazione è di sincera preoccupazione: «Spero che quella gente sia stata adeguatamente protetta, ammesso che esistano delle protezioni sufficienti a garantire la loro sicurezza».
La galleria Perché quando gli dico che, nel corso della notte appena trascorsa, alcuni operai sono tornati a lavorare lì, in quella galleria ‘Tescino’, sulla Terni-Rieti, nella quale lui ha contratto una malattia incurabile e che lo sta divorando – per cercare di porre rimedio alle infiltrazioni che ne stanno danneggiando la volta – Alessandro Ridolfi ha uno scatto di rabbia: «Che fanno, pensano di fermare il mare con le mani degli operai? Lì c’è del veleno e sarà bene che tutti se ne rendano conto, prima che qualcun altro si ammali come me».
La contaminazione Lui, la sua storia l’aveva raccontata ad Umbria24 e, da allora, dice, «è stato un susseguirsi di chiamate e di richieste di spiegazioni. Mi ha cercato anche un dirigente dell’Ast – rivela Alessandro Ridolfi – che ha letto le cose che hai scritto tu ed era esterrefatto per quello che gli spiegavo. Ma c’è poco da stupirsi, i fatti sono chiari e, purtroppo, non ci si può porre rimedio. O, meglio, si può dare giustizia a me ed impedire che quei veleni facciano ancora danni irreparabili».
La giustizia Le stesse cose, peraltro, Alessandro Ridolfi le aveva raccontate e, soprattutto, dettagliatamente documentate alla procura della Repubblica di Terni che sarebbe sul punto di emettere – ammesso che non lo abbia già fatto – degli avvisi di garanzia, che lui dà per scontati: «Mi è stato detto chiaramente che su quella che è stata la causa della mia malattia non ci sono dubbi e che gli ‘avvisi’ sono una misura scontata, oltre che obbligatoria per permettere alle persone alle quali si contesteranno atti indebiti, di dare la propria versione».
La procura Dagli uffici di corso del Popolo, manco a dirlo, non trapela nulla: sulla possibile emissione dei provvedimenti e, tanto meno, sugli eventuali destinatari. Ma i rumors – che nelle ultime ore si sono fatti sempre più insistenti – danno la cosa per scontata e pare proprio che ci sarà lavoro per diversi uffici legali: aziendali, istituzionali e magari pure per qualche studio privato.
Le analisi Perché i test fatti sui liquidi che hanno continuato a precipitare dal soffitto di quella galleria avrebbero dimostrato la presenza di cromo, manganese ed altre sostanze che potrebbero rivelarsi estremamente tossiche e che hanno spinto l’Arpa a chiedere ad Ast e Anas di mettere la galleria in sicurezza: «E questo conferma quanto è scritto nelle mie cartelle cliniche – dice l’uomo contaminato – stilate da clinici autorevoli e al di sopra di ogni sospetto».
Il ministero A stretto giro, intanto, dovrebbe essere convocata una conferenza dei servizi, preannunciata dall’assessore regionale Silvano Rometti, «per l’esame delle problematiche emerse e per assumere decisioni in merito», di concerto con il ministero dell’ambiente che, era stata la denuncia delle associazioni ambientaliste, potrebbe essere stato tenuto all’oscuro dei rischi insiti nella realizzazione di un tunnel proprio sotto una discarica da tempo oggetto di indagini.
