Centinaia di furti in appartamento fra Roma e Terni – almeno 33 commessi a Narni, portando via, in 13 casi, le auto dei proprietari delle abitazioni appena svaligiate – messi a segno con la precisione e la destrezza di chi è del mestiere e fa parte di un’organizzazione ben oliata e consolidata. La banda – composta da cittadini albanesi – è stata sgominata grazie all’operazione messa a segno dalla polizia di Terni che ha eseguito diversi arresti nel Lazio, in particolare nell’area del litorale romano, fra Ostia e Torvaianica.
Gli spari Proprio seguendo le tracce di un’auto rubata a Narni, gli agenti sono risaliti al ricettatore, un calbanese clandestino di 24 anni, pregiudicato e ricercato dal tribunale di Roma per furto. Gli agenti della mobile ternana lo hanno arrestato a maggio, a Roma, dopo che aveva tentato di sfuggire, speronando l’auto della polizia; nell’operazione, in cui è stata recuperata l’auto rubata, sono stati esplosi anche dei colpi di pistola a scopo intimidatorio.
Gli arresti I soggetti – dodici in tutto – hanno un’età compresa fra 21 e 45 anni e sono tutti clandestini in Italia, ad eccezione di uno. Rintracciarli e soprattutto smascherarli,a quanto pare, è stato particolarmente difficile: veri e propri ‘fantasmi’, pronti a cambiare abitazione, numero di telefono e abitudini nel giro di qualche giorno, non appena ‘fiutavano’ che qualcosa non stava andando per il verso giusto.
L’assassino Si trova già in carcere in Albania, invece, il membro più giovane; poco più che ventenne, era tornato in patria dopo un incidente avvenutogli durante un furto in un’abitazione ed aveva pensato di ritirasi per un po’ dall’attività. Durante la convalescenza, non si era fermato all’alt della polizia albanese, investendo con l’auto un poliziotto, uccidendolo. Per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione, si può dire che i membri della banda ‘giocavano in casa’, facendo prostituire le proprie compagne, delle giovani cittadine rumene.
Gli interessi La squadra mobile di Terni, coordinata dal dirigente Francesco Petitti, attraverso un’indagine complessa durata diversi mesi, è riuscita a smascherarli. Fra gli interessi del gruppo, figurano non solo i furti, ma anche lo sfruttamento della prostituzione e il traffico internazionale di droga. Nel corso dell’intera operazione sono stati sequestrati ben 163 chilogrammi di marijuana (per un valore di circa 600 mila euro) 33 dei quali recuperati nella notte fra lunedì e martedì ad Ostia, nell’abitazione di uno degli arrestati.
Fenomeno furti L’aspetto dei furti, mirati anche alle automobili dei proprietari delle abitazioni prese di mira, aveva destato un particolare allarme sul territorio. Tanto che a Narni – quasi 40 i ‘colpi’ accertati finora nel comune umbro – c’era stata una sorta di mobilitazione, i cui contenuti erano stati affrontati anche dal comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza istituito in prefettura. Ora è arrivata anche una pronta risposta da parte della polizia.
‘Casa bancomat’ Il nome in codice dell’operazione, che aveva preso il via il 19 febbraio scorso, inseguito ad un furto in un appartamento ternano, nasce dal fatto che, come ha evidenziato il gip Maurizio Santoloci, che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere su richiesta del pubblico ministero Elisabetta Massini: «le private abitazioni sono per loro come un diffuso, gigantesco ed unico bancomat, ove effettuare prelievi in modo seriale e continuo».
Le indagini Non è ancora chiaro, ma le indagini proseguono, se i tre arrestati di venerdì scorso dalla squadra volante di Terni, siano collegati con la banda, ma tutto fa pensare di sì: stessa nazionalità, stesso modus operandi, stesso regime di clandestinità e naturalmente tutti con precedenti specifici. Come sono da definire con precisione il contesto generale ed un dettaglio importante: se ci sia, come si ipotizza, un ‘basista’ locale al quale la banda faceva riferimento. Lo diranno le indagini
