Perde un guanto nella fuga e le tracce di Dna lo incastrano. Manette ai polsi del trentunenne considerato l’autore di un furto commesso all’interno di un’abitazione di Valfabbrica, dove i ladri con un frullino avevano aperto la cassaforte, riuscendo a rastrellare un bottino d’oro e poi facendo perdere le proprie tracce per quasi un anno.
Il colpo, infatti, è stato messo a segno nell’ottobre 2018, ma la svolta è arrivata nelle ultime settimane, quando gli specialisti Reparto investigazioni scientifiche hanno inviato ai carabinieri di Valfabbrica e alla procura di Perugia l’esito degli accertamenti. Sul guanto, infatti, sono state trovate tracce di Dna che hanno permesso ai militari di risalire all’identità del trentunenne di nazionalità albanese, pluripregiudicato. L’uomo è risultato già in stato di arresto nell’ambito di un’operazione congiunta tra i carabinieri di Assisi e quelli di Osimo, quando è stato recuperato un chilo d’oro rubato in abitazioni delle Marche e anche una pistola rubata.
Nelle ultime ore, poi, i carabinieri di Santa Maria degli Angeli (Assisi) hanno anche denunciato a piede libero una folignate di 47 anni che, all’interno di una profumeria, ha rubato un deodorante spray. All’uscita le barriere anti taccheggio hanno fatto scattare l’allarme, con la donna che ha riconsegnato il prodotto, ma è stata comunque accusata di furto.
