Il 3 giugno scorso, numerose vicende criminali di cui M. M., trentenne perugino, si era reso protagonista, hanno dato origine ad un provvedimento definitivo di “cumulo” delle relative sentenze di condanna, emesso dal sostituto procuratore Manuela Comodi per una serie di reati di microcriminalità. Il provvedimento riguarda episodi di spaccio di sostanza stupefacente e furti commessi tra il 2004 ed il 2015, tra Perugia e Portoferraio, e per i quali il 30enne aveva già subito periodi di carcere “preventivo” per circa 1 anno. Appena ricevuto l’ordine formale dalla procura, gli uomini della squadra mobile, diretti da Marco Chiacchiera, e in particolare gli investigatori della “Sezione Antidroga”, coordinati dall’Ispettore capo Rita Ficarra, lo hanno individuato e accompagnato a Capanne.
Diversi processi Il cumulo è giunto al termine di diversi processi. Si parla innanzitutto di furti e di spaccio di droga nel febbraio 2009, fatti per i quali lo stesso ha riportato una condanna a 3 anni e 10 mesi di reclusione. Poi c’è un altro furto, stavolta compiuto a Perugia nell’aprile 2010, per è stato condannato a 8 mesi. Infine, il 30enne è stato condannato ad altri mesi 8 di reclusione a seguito di un altro furto, commesso sempre a Perugia nel lontano agosto 2004. Il cumulo ha dato origine ad una condanna definitiva complessiva pari a 5 anni e 2 mesi di reclusione, di cui 1 anno già scontato, oltre alla multa ed alle sanzioni accessorie.
Specializzato in furti Numerosi i trascorsi giudiziari dell’arrestato, per droga, per rissa, ma soprattutto per furto, reato nel quale si è così “specializzato” da compierlo in tutte le sue versioni: furto semplice, furto aggravato, in abitazione, ma anche con destrezza, con strappo, e poi anche ricettazione, danneggiamento, possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, ed infine associazione a delinquere, porto d’armi o di oggetti atti ad offendere ed addirittura cessione a titolo oneroso di immobile a straniero irregolarmente soggiornante. Per questi motivi, l’arrestato è stato colpito anche “amministrativamente” con misure di prevenzione da parte del questore di Perugia, come l’avviso orale.
Violenza domestica Qualche anno fa, infine, venne denunciato dalla polizia anche per fatti di violenza domestica: rientrato a casa alla ricerca di denaro, nel corso di un’animata discussione con la madre, davanti alla sorella e al compagno della madre, quando quest’ultimo cercò di calmarlo per evitare che la situazione degenerasse, si sfilò la cintura e lo colpì violentemente con la fibia al viso, provocandogli delle lesioni e rendendo necessario l’intervento delle Volanti ma soprattutto del 118.
