La stazione ferroviaria di Spoleto

di C.F.
Twitter @chilodice

Un monitoraggio sull’utilizzo dei treni di media e lunga percorrenza da e per Spoleto allo scopo di valutare l’economicità del ripristino della fermata del Frecciabianca Ravenna-Roma e ritorno nella città del Festival.

Monitoraggio senza Frecciabianca Questa la risposta che Trenitalia ha indirizzato alla Regione e in particolare all’assessore Silvano Rometti in relazione alla richiesta di dotare Spoleto di un servizio di trasporto veloce su ferro, dopo la soppressione degli Eurostar. Difficilmente, dunque, a stretto giro i residenti in città, ma anche tutti quelli del vasto comprensorio della Valnerina, potranno salire e scendere dalla stazione di Spoleto sul Frecciabianca Ravenna-Roma.

Si era parlato di ripristino sperimentale del Frecciabianca Non è noto quanto durerà il monitoraggio sui dati del traffico ferroviario da e per la città, ma di certo il comitato viaggiatori, Comune e associazioni di categorie si attendevano tutt’altro tipo di comunicazione da parte di Trenitalia. L’assessore Rometti, che ha seguito in prima persona la trattativa, aveva infatti riferito della possibilità di un ripristino in via sperimentale del Frecciabianca a cui sarebbe seguito un controllo sul numero di passeggeri per verificarne l’effettiva necessità.

Novità destinata a far discutere Uno scenario, questo, che seppur migliore di quello profilatosi nelle ultime ore, era stato comunque contestato da tutti i soggetti che negli ultimi mesi era tornati a chiedere a gran voce un collegamento veloce da e per Spoleto. Ad animare il confronto intorno al Frecciabianca anche una serie di rassicurazioni che, secondo istituzioni e associazioni, proprio Rometti aveva fornito sull’esito della trattativa con Trenitalia. La novità, dunque, è una doccia gelata destinata a far discutere.

Silvano Rometti  Dal canto suo in una nota stampa l’assessore Rometti commenta: «La Regione da tempo sta lavorando perché venga ripristinato questo servizio, coinvolgendo anche il ministro Maurizio Lupi, e la risposta di Trenitalia alla nostra ultima sollecitazione ci fa dunque sperare che le ragioni dell’Umbria vengano sottoposte a una più attenta valutazione nonostante il carattere commerciale dei treni in questione. Si tratta infatti di vettori – ha spiegato l’assessore – che non fanno parte del contratto di servizio sottoscritto dalla Regione con Trenitalia, né con quello col ministero, economicamente sostenuti solo dai ricavi di traffico, vale a dire dal volume dei passeggeri che ne fanno uso. Per questo motivo l’Umbria è fortemente penalizzata dal servizio nazionale passeggeri che prevede fermate solo in località commercialmente appetibili. Ciò – ha proseguito l’assessore – crea non pochi disagi soprattutto in quei centri umbri, come Spoleto, di grande pregio storico e culturale, che costituiscono uno snodo cruciale anche sotto l’aspetto turistico e di promozione per l’intera regione. L’avvio del monitoraggio va dunque valutato come un fattore positivo per un possibile ripristino della fermata e quindi di un servizio che dovrebbe essere garantito almeno nelle fasce orarie più importanti».

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