La casa dell'omicidio (Foto F.Troccoli)

di Barbara Maccari

E’ stato un risveglio sconcertante e traumatico quello che ha subito Umbertide mercoledì mattina. Quando la fitta nebbia si è alzata ed ha lasciato spazio ai cocenti raggi di sole, un nome, quello di Mustapha Hajjiji, ha invaso ed inquinato l’aria del paese. Lui, che in un sol gesto ha tolto la vita dei sue due figli sgozzandoli come si fa nei racconti dell’orrore, ha provato a sua volta a togliersi la vita, ma non c’è riuscito. L’amministrazione comunale con una delibera si è impegnata a sostenere le spese per le esequie dei bambini, o in alternativa a corrispondere la relativa somma alla madre. In quell’occasione verrà dichiarato giorno di lutto cittadino e rispettato un minuto di silenzio in tutte le strutture pubbliche.

La reazione del paese In città questa mattina non si parla d’altro che del brutale omicidio commesso da Mustapha Hajjiji nei confronti dei suoi due bambini. C’è sgomento e rabbia tra le persone, che conoscevano poco la famiglia marocchina, visto che la giovane mamma assieme ai figli era arrivata da poco più di una settimana ad Umbertide. «E’ una tragedia, non si può togliere la vita a due bambini per dei litigi fra genitori, non è una cosa accettabile. Tutta la comunità è sotto choc» grida in coro la piccola folla radunata davanti al bar adiacente la palazzina dove si è consumata la tragedia. La giovane donna lavora come pizzaiola in un ristorante in località Faldo, poco fuori Umbertide e aveva scelto Umbertide per la nuova vita, vista la presenza di parenti.

Le parole di Giulietti Il sindaco di Umbertide, Giampiero Giulietti, è stato tra i primi ad arrivare nel luogo del delitto in Via Gabriotti intorno alle 23 di martedì, visibilmente addolorato: «E’ una tragedia immane – ha spiegato il sindaco – che ha sconvolto nel profondo la nostra comunità. Quello che è successo è inconcepibile: due bambini, due innocenti, hanno trovato la morte in quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro, la propria casa, e per giunta per mano di chi ha il compito di amarli e proteggerli».

Domanda per la residenza «Questa famiglia, di origine marocchina, viveva a Città di Castello e soltanto qualche giorno fa i due piccoli si erano trasferiti insieme alla madre ad Umbertide, dove da tempo abitano le zie – ha continuato Giulietti – e proprio ieri (martedì, ndr) la donna aveva presentato domanda per richiedere la residenza nel nostro comune. Per quella giovane mamma, Umbertide significava una nuova vita, insieme ai suoi bambini, e mai avrebbe potuto immaginare un simile epilogo».

Riflessioni «Un episodio drammatico che deve far riflettere: tutti noi abbiamo il dovere di chiederci perché sia potuta accedere una tragedia simile e se ci siano responsabilità da parte di una società che sembra aver perso i suoi valori di riferimento – ha aggiunto il sindaco -. Sempre più spesso infatti la cronaca ci mostra che la casa, il luogo che più di ogni altro dovrebbe significare affetti, sicurezza, protezione, diventa teatro di orrende tragedie».

Cordoglio «Come sindaco e a nome di tutta l’amministrazione comunale esprimo il mio più profondo cordoglio per le piccole vittime e per i loro familiari, a partire dalla giovane madre, a cui garantiremo tutto il sostegno possibile, ed auspico che questa tragedia, che ha scosso profondamente i cittadini di Umbertide serva per tenere ancora più unita la nostra comunità e che non venga utilizzata per mere strumentalizzazioni politiche».

Spese per le esequie Mercoledì mattina la giunta comunale ha adottato la delibera con la quale il comune di Umbertide si impegna a sostenere le spese per le esequie dei bambini, o in alternativa a corrispondere la relativa somma alla madre, ed è stato stabilito che in quell’occasione verrà dichiarato giorno di lutto cittadino e rispettato un minuto di silenzio in tutte le strutture pubbliche.

Mediatore culturale Inoltre il comune ha messo a disposizione della famiglia il proprio mediatore culturale e, tramite l’Asl e di concerto con i dirigenti scolastici, ha provveduto ad attivare un servizio di sostegno psicologico per i compagni di scuola delle due piccole vittime, che da circa dieci giorni frequentavano la scuola elementare Garibaldi e la scuola secondaria di primo grado Mavarelli – Pascoli. Infine l’amministrazione comunale ha manifestato la volontà di costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico dell’omicida.

La reazione a Città di Castello L’altro comune toccato dalla tragedia è Città di Castello. La famiglia prima della separazione viveva in una palazzina in zona San Pio, poi la madre con i due figli aveva deciso di trasferirsi ad Umbertide per cambiare vita. Tra la gente del quartiere c’è stupore e sconcerto: «Erano in Italia da diversi anni e credo si siano integrati bene nella comunità, non ci aspettavamo una simile tragedia».

Le parole di Bacchetta «Ci sono fatti che sfuggono alla comprensione e che richiedono solo dolore e vicinanza a chi dovrà sopravvivere a questo lutto – ha spiegato il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta – esprimo il cordoglio della comunità tifernate alla madre dei due bambini vittime di un impulso estraneo alle regole di qualsiasi comunità. Come genitore e rappresentante istituzionale, avverto come un’aberrazione quando la violenza trova sbocco verso un nostro simile e come una condotta profondamente aliena al consesso umano quando l’oggetto della violenza sono i nostri figli».

Partecipazione esequie «È con questo stato d’animo che invito noi tutti ad un silenzio carico di solidarietà e di affetto verso due vittime innocenti e verso la loro madre, certo che la giustizia chiamerà a rispondere delle proprie responsabilità l’autore di un gesto efferato e bestiale. L’amministrazione comunale di Città di Castello parteciperà in forma ufficiale alle esequie».

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