Il tribunale penale di Perugia (Foto Troccoli)

di F.M.

I vicini facevano troppo rumore e loro, non solo li minacciavano e li insultavano, ma addirittura sono arrivati a danneggiare piante, macchine e vestiti delle loro vicine. Siamo in un condominio a Foligno e madre e figlio, accusati di stalking, sono stati rinviati a giudizio dal giudice di Perugia.
I due, difesi dagli avvocati Licia Lucaccioni e Giovanni Picuti, avrebbero «posto in essere reiterate condotte persecutorie» nei confronti di due vicine di casa «occupanti l’appartamento posto al piano superiore del medesimo condominio, proferendo giornalmente nei loro confronti ingiurie e minacce, danneggiando piante ornamentali, panni e le carrozzerie delle auto delle stesse oltre a beni del condominio, divenuti bersagli di veri e propri atti vandalici perpetrati anche con l’uso di bastoni ed altri strumenti, aggredendole verbalmente con improvvisi e immotivati scatti d’ira».

Parti civili Le due vittime, che si sono costituite parte civile con l’avvocato Patrizia Burdi, una volta sarebbero state anche aggredite fisicamente. «Mentre la stessa era nell’abitacolo della propria auto – si legge nel capo d’imputazione -, scuotendola dalle spalle così da farle sbattere il capo contro il sedile, controllandone i movimenti con una assidua e petulante attività di vigilanza dalla loro abitazione, in modo da impedire loro di svolgere serenamente le proprie attività quotidiane e indurle ad alterare le proprie abitudini di vita per evitare incontri con lo stesso». Una delle due donne alla fine cambiò casa, ma per entrambe quanto successo era stato «motivo di disagio che aveva ingenerato un permanente stato di ansia e paura e un fondato timore per la propria incolumità».

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