di Chia.Fa.
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Ha subito per quasi 15 anni violenze sessuali, minacce di morte e aggressioni fisiche consumatisi anche di fronte ai figli. Poi la donna, stremata dai soprusi, si è presentata in caserma e non senza fatica ha ricostruito di fronte ai carabinieri l’incubo a cui l’ha sottoposta il marito, un quarantenne straniero da anni residenti a Foligno, noto alle forze dell’ordine e spesso ubriaco.
Maltrattamenti in famiglia Da qui sono quindi scattati una serie di accertamenti, coi militari del capitano Antonio Memoli che nell’arco di un paio di settimane hanno ricostruito minuziosamente l’incredibile mole di episodi riferiti dalla donna e ascoltato un gran numero di persone che negli anni, si va dal 2001 a oggi, hanno assistito o erano conoscenza delle angherie subite dalla donna. Già, perché le aggressioni e le minacce non si sono consumate soltanto in casa di fronte ai figli della coppia, ma spesso l’uomo raggiungeva la moglie sul luogo di lavoro, in strada o a casa di parenti e amici insultandola e anche picchiandola.
Violenza sessuale La donna, seguita anche da un centro antiviolenza, veniva aggredita semplicemente per aver salutato una persona o essere uscita di casa senza preavviso. All’origine di maltrattamenti e violenze, è emerso nel corso delle indagini, la folle gelosia dell’uomo che non di rado sarebbe anche arrivato a svegliarsi nel cuore della notte per picchiare la moglie accusata, questo riferiscono i carabinieri, di non soddisfare adeguatamente le sue esigenze sessuali. In questo senso sarebbero diversi anche gli episodi in cui l’uomo avrebbe preso con forza la donna, costringendola ad avere rapporti sessuali.
Folle gelosia Sullo sfondo minacce continue anche di morte che avrebbero scandito gli ultimi quindici anni di vita della straniera, spesso destinataria di insulti irripetibili anche solo per non aver chiuso le serrande di casa ed essersi quindi esposta, questo sosteneva il marito, allo sguardo dei vicini. L’esito delle indagini è finito sul tavolo del sostituto procuratore di Spoleto, la dottoressa Michela Petrini, che in considerazione della gravità dei fatti e la pericolosità del soggetto, ha richiesto la misura della custodia cautelare in carcere.
Quarantenne in carcere A firmare l’ordinanza il gip Federica Fortunati del tribunale di Spoleto, mentre a eseguirla sono stati i carabinieri del capitano Memoli che hanno prelevato l’uomo, operaio di una ditta della zona, dalla propria abitazione per accompagnarlo nel carcere di Maiano con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.
