Carabinieri in azione (foto U24)

Picchia brutalmente la moglie incinta di nove mesi. È stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e accompagnato nel carcere di Maiano (Spoleto), il cittadino marocchino di 38 anni residente da tempo a Foligno che giovedì mattina ha colpito più volte la moglie fino a farla svenire e a causarle lesioni ed ecchimosi al volto giudicate guaribili in 20 giorni.

Picchia brutalmente la moglie incinta Fortunatamente la donna e il figlio che porta in grembo non avrebbero riportato gravi conseguenze a seguito della brutale aggressione, almeno così riferiscono i carabinieri che hanno fatto trasportare la trentaduenne in ospedale. A richiedere l’intervento dei militari della stazione di Scanzano (Foligno) è stata proprio la donna che ha chiamato il 112 in lacrime e riferendo di essere stata picchiata dal marito.

«Mi sono solo difeso» All’arrivo dei carabinieri nell’abitazione, l’uomo era in casa in compagnia di un amico, mentre la donna ha il volto completamente tumefatto. Di fronte ai militari il trentottenne minimizza l’aggressione, spiegando di aver colpito la moglie con un unico schiaffo e perché accusato ingiustamente dalla moglie che, qui a intervenire è anche l’amico, l’avrebbe perfino colpito per prima tanto da costringerlo a difendersi. Mentre viene ricostruito l’accaduta, la trentaduenne alla 39esima settimana di gravidanza accusa un malore e immediatamente viene richiesto l’intervento del 118.

La maltrattava da 3 anni L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, viene quindi accompagnano in caserma, dove qualche ora dopo arriva anche la donna. Qui la moglie racconta di una lunga serie di aggressioni che si consumano da anni. Accertamenti successivi confermano le accuse della trentaduenne che dal 2012 in avanti è ricorsa svariate volte alle cure dei sanitari che a più riprese hanno diagnosticato costole rotte e lesioni a seguito delle aggressione. Non solo. La donna già nel 2014 aveva denunciato il pestaggio subito dal marito, salvo poi ritrattare tutto e ritirare la querela.

Marito violento in carcere Passo indietro che la poveretta, complice anche i timori delle ripercussioni che l’ennesima aggressione avrebbe potuto avere per il figlio, stavolta ha deciso di non compiere, formalizzando di nuovo le accuse a carico del marito. Da qui all’arresto e al trasferimento in carcere del trentottenne il passo è stato breve, per lui l’accusa è di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.