Circa 50mila euro per compiere ulteriori indagini sulla contaminazione da composti alogenati (Pce e Tce) delle acque sotterranee del Folignate. In particolare, lo stanziamento, deliberato dalla Regione su proposta dell’assessore Silvano Rometti, servirà per approfondire e vagliare le future azioni di bonifica dell’area inquinata che, stando all’ultima comunicazione dell’Arpa, si attesterebbe intorno ai 30 chilometri quadrati.
Il caso dei pozzi inquinati Dalla fine del 2010, come noto, nella città della Quintana i tecnici dell’agenzia regionale individuarono sugli acquiferi della Valle umbra, a sud del fiume Chiascio, diversi punti di forte contaminazione di Pce e Tce, tanto da costringere palazzo municipio a vietare il consumo umano e l’uso irriguo delle acque captate da centinaia di pozzi della zona, compresi quelli pubblici. «Attualmente la situazione – ha spiegato Rometti – continua ad essere tenuta sotto stretto controllo da Vus, Arpa e Asl 3».
Le risorse di palazzo Donini, fresche di deliberazione, sono state assegnate al Comune di Foligno chiamato a eseguire, direttamente o a mezzo affidamento, ulteriori verifiche al fine di accertare e vagliare gli eventuali e futuri interventi di bonifica dell’area interessata.

