Piazza della Repubblica

di C.F.
Twitter @chilodice

La città di Foligno in rivolta per il mancato inserimento delle proprie eccellenzenella brochure prodotta dal Regione e distribuita al Salone del gusto di Torino, la quattro giorni conclusasi lo scorso 27 ottobre. È approdata in municipio la protesta guidata dalle associazioni di categoria che giovedì pomeriggio, in un incontro programmato per discutere di altri temi, hanno chiesto conto e ragione dell’accaduto all’assessore Giovanni Patriarchi.

Foligno non è nella brochure della Regione La vicenda è legata al materiale promozionale prodotto e distribuito dalla Regione nello spazio fiere del Lingotto, in particolare una brochure di una quarantina di pagine lungo le quali si suggerisce al potenziale visitatore un percorso ideale per scoprire le bellezze dell’Umbria. Inutile dire che tra Assisi, Spoleto, Perugia, Gubbio, Spello, lago Trasimeno e molti altri borghi della regione non sia stata inserita Foligno. Citata, ma solo nelle ultimissime posizioni, la Giostra della Quintana, mentre completamente ignorato Young jazz festival, Segni barocchi e Dancity festival.

Metelli (Confindustria): «Fatto gravissimo» Spazio risicatissimo anche al patrimonio artistico e architettonico di Foligno, che nella brochure incriminata piazza soltanto palazzo Trinci, ma non l’abbazia di Sassovivo, l’oratorio della Nunziatella o la chiesa di San Francesco. «È un fatto di una gravità estrema – spiega all’uscita dell’incontro Giuseppe Metelli, presidente di Confindustria – la terza città dell’Umbria è stata completamente dimenticata, anche se mi sembra difficile metterla in questi termini, perché – articola – magari ci si può dimenticare di Cancellana paesino di cento anime non di Foligno».

Barberini annuncia interrogazione in Regione Metelli spiega che le associazioni di categoria stanno valutando quali azioni intraprendere nei confronti della Regione, a cui si è già rivolto il consigliere Luca Barberini parlando di «fatto assurdo e inaccettabili» e annunciando un’interrogazione sulla vicenda «per chiarire contorni e responsabilità di una scelta paradossale, che ha portato alla realizzazione di un prodotto che, certamente, non rappresenta in maniera adeguata tutta la
regione, visto che dimentica pezzi importanti di territorio, di storia e di risorse sulla cui valorizzazione stanno lavorando, da tempo, sia amministrazioni pubbliche sia soggetti privati».

Filipponi: «Danno d’immagine» Sulla vicenda è intervenuta anche il consigliere comunale di opposizione Stefania Filipponi (Impegno civile): «Si tratta di un grave danno all’immagine alla terza città dell’Umbria, che ha enormi potenzialità ma che ha la sventura di essere governata, da ben oltre un ventennio, da amministratori privi di autorevolezza, asserviti al pensiero unico regionale, più attenti a collezionare poltrone che a rivendicare con orgoglio le eccellenze di Foligno».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.