Agenti al lavoro Foto archivio Fabrizio Troccoli

di Chia.Fa.

Rapina nel cuore del pomeriggio in una bifamiliare di via Spineto, prima periferia di Foligno. Due giovani rom di nazionalità italiana, residenti in città, si sono introdotte martedì pomeriggio intorno alle 17 nell’appartamento al primo piano dell’abitazione. Il proprietario, salito a controllare dopo aver sentito rumori sospetti, ha prontamente chiamato la polizia e bloccato una delle due ladre. La trentenne, nel tentativo di divincolarsi, ha sferrato colpi e pugni all’uomo che, però, è riuscita a trattenerla fino all’arrivo degli uomini dal vice questore aggiunto Bruno Antonini. Niente da fare per il bottino, circa 10mila euro il valore, rimasto in mano alla ladra fuggita. L’altra rom è, invece, stata arresta con l’accusa di rapina in concorso con persona allo stato non identificata ed è stata trasferita nel carcere di Capanne. A coordinare le indagini il pm Giuseppe Petrazzini.

La rapina Erano da poco passate le 17 del pomeriggio quando il proprietario dell’immobile ha sentito rumori piuttosto sospetti provenire dall’appartamento del primo piano, che in quel momento avrebbe dovuto essere vuoto. L’uomo, salito per controllare, ha tentato di aprire la porta dell’abitazione che però era stata preventivamente chiusa dall’interno ed ha quindi allertato il commissariato di Foligno. Il giovane proprietario è sceso di nuovo al pianterreno dove ha notato una donna scavalcare la recinzione esterna, mentre la trentenne era ancora in giardino. Senza pensarci troppo il proprietario ha prima rincorso e poi bloccato l’altra ladra, una trentenne rom di nazionalità italiana, residente a Foligno e già nota alle forze dell’ordine per furti di automobili e in appartamenti.

La colluttazione La giovane, tentando di divincolarsi, ha preso a colpire ripetutamente al volto il proprietario dell’abitazione. Niente di grave, ma tra schiaffi, calci e pugni il giovane qualche graffio l’ha riportato. E non è detto che avrebbe retto ai colpi della donna, che con tutte le proprie forze cercava di liberarsi, se di lì a poco non fossero arrivati gli uomini del commissariato. Sulla trentenne rom, già trasferita al carcere di Capanne, pende l’accusa di rapina in concorso con persona allo stato non identificata.

Le indagini con la scientifica Sul posto è intervenuta anche la polizia scientifica per i rilievi. Al momento si sta accertando se le impronte digitali acquisite siano utilizzabili per identificare la complice scappata con l’intera refurtiva, contanti e diversi monili d’oro per un valore quantificabile intorno ai 10mila euro. A coordinare le indagini è il pm Giuseppe Petrazzini.

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