Progetto alternativo per l'ex Zuccherificio

di C.F.
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Chiede che entro gennaio il consiglio comunale si pronunci con un atto di indirizzo sul futuro dell’ex Zuccherificio. Diversamente, procederà alla vendita dell’area e di tutti i permessi di costruzione già concessi.

Ultimatum È di fatto un ultimatum alla giunta comunale guidata dal sindaco Nando Mismetti e alla massima assemblea cittadina, quello formulato dal consiglio di Sorveglianza di Coop centro Italia che, venerdì mattina, si è riunito per discutere il futuro dell’investimento messo in cantiere anni fa e trasformatosi, nel marzo 2012, nel progetto Aulenti-Araut e, poi, nel maggio scorso, in una proposta alternativa che al posto delle due torri proponeva la realizzazione di altrettanti palazzi e del Parco delle scienze.

Bacchettata l’amministrazione Sul punto, il consiglio di Sorveglianza, al pari di quanto già chiaramente affermato dal presidente Giorgio Raggi, sottolinea: «Coop centro Italia attendeva una risposta entro il 30 ottobre poi rimandata al 30 novembre, ma a oggi il dato certo è che la maggioranza ha deciso di non decidere, nonostante il percorso di questi ultimi venti mesi sia stato concertato proprio con l’amministrazione comunale».

Palla al consiglio comunale Da qui la scelta di dare un ultimatum non solo alla giunta, ma all’intero consiglio chiamato a pronunciarsi con un atto di indirizzo «perché – si legge in una nota – si crede che l’assunzione di responsabilità relativa a una decisione evidentemente strategica debba essere assunta dall’organismo cittadino di massima rappresentanza, ma in tempi brevi, possibilmente entro il mese di gennaio, al fine di poter programmare modalità di realizzazione dell’investimento».

Ipotesi vendita Nel caso in cui l’assemblea comunale dovesse temporeggiare nuovamente o esprimersi negativamente sui progetti «Coop centro Italia decide fin da ora di mettere in vendita il terreno con relative autorizzazioni edificatorie già concesse e in proprio possesso», rinunciando quindi in via definitiva all’investimento. La palla resta, inevitabilmente, nelle mani del Comune.