La mappa con segnati i pozzi inquinati

di Chiara Fabrizi

A Foligno torna l’incubo dei pozzi inquinati. Dopo l’escalation registrata tra il dicembre 2010 e il maggio 2011, si riapre uno dei capitoli ambientali più pesanti per la città della Quintana. È stata infatti scoperta una nuova area contaminata. L’inquinamento della falda idrica ha costretto il sindaco Nando Mismetti a firmare una nuova ordinanza che vieta «l’utilizzo dell’acqua dei pozzi per finalità destinate al consumo umano e per uso irriguo nella produzione di alimenti».

Dati cento volte sopra la soglia Le indagini condotte hanno rilevato in tutta l’area interessata  valori massimi di Pce (tetracloroetilene) anche cento volte superiori alla soglia di contaminazione. In una area più circoscritta, invece, si sono registrati valori di tetracloroetilene e tricloroetilene  al di sopra della soglia di potabilità. La zona, suddivisa in area A e area B in base alle rilevazioni, è stata immediatamente perimetrata, così come sarebbero già state attivate le procedure di bonifica. Secondo gli esiti delle analisi, l’inquinamento della falda idrica ha avuto origine in tre distinti punti e si è poi sviluppata lungo tre diverse direzioni di flusso.

Le tre zone interessate Ad essere coinvolta è, in primis, la zona che da San Giovanni Profiamma si allunga fino alla periferia nord della città, comprendendo l’area artigianale de La Paciana. La seconda area è quella ad est del centro storico, nella zona di via Montegrappa. In questa direzione il flusso però si divide in due direttrici che parallelamente attraverso la parte sud della città per poi virare e proseguire verso nord-ovest fino a raggiungere e superare i confini comunali. Probabile dunque che anche le aree periferiche del Comune di Spello possano essere interessate, anche se per il momento non risultano emesse apposite ordinanze. L’ultima è quella che di Sterpete, zona aeroporto.

A rischio anche i pozzi Vus Il fenomeno sta riguardando, seppur marginalmente, anche i pozzi della Valle Umbra Servizi, gestore della risorsa idrica a Foligno come in altri 21 comuni dell’Area vasta. Nei pozzi denominati «Santo Pietro 1» e «Santo Pietro 2» i valori di concentrazione restano ampiamente al di sotto della potabilità, anche se l’allerta dei tecnici dell’Arpa resta massima.

«Zona A contaminazione, zona B no potabilità» Nella zona A è stato rilevato il superamento dei valori di concentrazione della soglia di contaminazione (pari a 1,1 microgrammi per litro) con picchi perfino di 110 microgrammi per litro. Nella zona B, invece, l’inquinamento è superiore ai limiti di potabilità.

Vietato consumo umano e irriguo L’ordinanza emessa giovedì dal sindaco, oltre a sostituire in toto la precedente adottata a maggio, prevede il divieto di utilizzare per finalità destinate al consumo umano le acque captate da tutti i pozzi privati ricadenti nell’area B. Il divieto è stato esteso anche all’uso irriguo, rivolto alla produzione di alimenti nell’area B in relazione ai contenuti del parere dell’Istituto Superiore di Sanità. Il divieto, nell’area A, interessa le perforazioni nel sottosuolo, a qualunque scopo destinate, che si approfondiscano al di sotto del livello statico della falda idrica.

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