di Chia.Fa.
Blitz ad alta quota firmato fiamme gialle e ispettori del lavoro. Scatta a 24ore dall’inaugurazione della stagione invernale l’operazione Forca Canapine (Norcia) che ha interessato le numerose attività turistiche presenti nella zona degli impianti sciistici. Controlli a tappeto che hanno portato alla sospensione di un’attività che impiegava un lavoratore in nero e, contestualmente, alla comminazione di una maxi multa di 3mila euro, più 150 euro per ogni giornata di lavoro irregolare.
Il blitz senza clamore di Forca Canapine L’operazione della guardia di finanza di Perugia e della direzione provinciale del Lavoro sembra essere scattata senza clamore e nel pieno rispetto dei turisti che, dalle regioni del centro Italia, hanno raggiunto la località sciistica umbra. Nel mirino degli uomini delle fiamme gialle e degli ispettori del lavoro sono finiti una serie di operatori turistici «a rischio» in termini di lavoro nero o irregolare.
Sospesa attività Le verifiche hanno portato ad accertare la presenza di un lavoratore in nero all’interno di uno dei ristoranti della zona. Per il titolare del locale è immediatamente scattata la sospensione dell’attività, poi revocata con il pagamento di 1.500 euro di sanzione e, naturalmente, la regolarizzazione del dipendente. Nei confronti dell’azienda è stata elevata un’altra maximulta da 1500 euro, più 150 euro per ogni giornata lavorativa prestata senza contratto.
Al setaccio posizioni previdenziali e contributive In questo ore gli uomini si stanno anche verificando le posizioni previdenziali e contributive di tutte le attività controllate nel blitz di sabato. La finalità dei controlli mira a consolidare il rispetto delle regole della concorrenza tra operatori economici, laddove appare evidente come l’impiego di manodopera irregolare costituisca un indubbio vantaggio.
Impegno comune Al termine dell’operazione il comandante provinciale della gdf, il colonnello Vincenzo Tuzi, e il direttore della direzione provinciale Lavoro, Paola Della Valle, hanno voluto «sottolineare l’importanza dell’impegno comune profuso per reprimere il fenomeno del lavoro nero e per ottenere un’efficace politica di prevenzione e controllo del territorio perugino».

