di Fra.Mar
Sperava che firmando l’atto di separazione, sarebbe finito tutto. Era stata picchiata anche durante la gravidanza. Invece, proprio mentre si faceva riaccompagnare a casa dal suo ormai ex marito, la violenza sessuale. Che la donna di origini laziali, sposata con un uomo di Perugia, ha raccontato mercoledì mattina in aula ai giudici di Perugia e al pubblico ministero Giuseppe Petrazzini.
La violenza raccontata in aula «Il 30 marzo del 2006 il mio ex marito è venuto a prendermi a casa, lui se n’era già andato via, ma dovevamo firmare delle carte. Durante il viaggio d’andata non ha fatto altro che insultarmi e ha provato ad allungare le mani. Io ero impaurita, ma pensavo che dopo quel giorno non l’avrei più visto. Una volta sbrigate le formalità burocratiche gli ho chiesto di riportarmi a casa. Lui, invece, voleva andare a pranzo, mi ha fatto salire in auto e una volta uscito di città ha preso delle strade di campagna, fermandosi dietro un cimitero abbandonato alla periferia di Perugia. E poi mi è saltato addosso e mi ha strappato la maglietta. Mi sono ribellata, ho scalciato e sono uscita dall’auto. Lui, però, mi ha raggiunto, mi ha tolto i jeans e gli slip e mi ha toccato, mi ha fatto male. Sono riuscita a raccogliere un bastone e ha colpirlo finché non ha smesso. Come se non fosse accaduto nulla mi ha riportato a casa, continuando ad insultarmi e cercando di toccarmi».
La lesione al timpano L’uomo è accusato di violenza sessuale, minacce e ingiurie. La donna infatti ha raccontato di aver subito minacce e violenze continue durante il matrimonio. Ha raccontato anche di una volta in cui, in seguito alle botte prese, le venne riscontrata la una lesione ad un timpano. Perché non ha denunciato prima? Perché aveva troppa paura ha detto, troppa paura che le violenze potessero aumentare. L’udienza è stata rinviata per continuare con l’audizione dei testimoni.

