Polizia in azione

di En.Ber.

Era riuscito ad ingannare i giudici mostrando loro un contratto di lavoro che lo «scagionava» dalle accuse di furti e rapine in Umbria ma la polizia ha dimostrato che il 37enne albanese aveva fornito «false attestazioni» e sono scattate nuovamente le manette. H.V., queste le iniziali dell’indagato, è accusato di aver fatto parte di una banda di rapinatori violenti che nel gennaio scorso ha rubato un carnet di assegni bancari in un’abitazione di Ponte Felcino: in quella circostanza è stato picchiato uno studente di 14 anni finito all’ospedale per aver ricevuto un colpo in testa dai ladri in fuga. Lo straniero – informa la questura – è stato bloccato a Ponte San Giovanni dagli agenti dell’antirapine della squadra mobile. Dopo l’assalto – è la ricostruzione – si era rifugiato per un periodo nel suo Paese.

Misura annullata al finto giardiniere Il Riesame – è spiegato in una nota – ha annullato la misura cautelare quando il difensore dell’albanese ha depositato un contratto di lavoro, da giardiniere, in un residence per anziani a Roma «inattivo dal 2013» con «immobili in costruzione e in stato di abbandono». Anche in altre occasioni – concludono gli investigatori – il 37enne aveva «offerto false attestazioni su pregressi rapporti di lavoro per far credere all’autorità giudiziaria di essere un onesto lavoratore». Ora, oltre alle contestazioni di furti e rapine, dovrà difendersi anche dall’accusa di aver reso false dichiarazioni ai giudici.

Enzo Beretta, giornalista professionista, specializzato in cronaca nera e giudiziaria. Scrive per Umbria24 e Il Messaggero. Ha lavorato con Ansa, Abc News, Panorama e La Nazione. Si è occupato di comunicazione politica, istituzionale e sportiva. Realizza podcast e ha una rubrica chiamata Alibi. Ha pubblicato tre libri: Romanzo immobiliare, Favole alla sbarra e Il Re degli ultimi, dedicato a Diego Armando Maradona, con cui ha vinto il premio nazionale Ali Librai.