Catiuscia Marini e Maria Rita Lorenzetti (Foto F.Troccoli)

di Chiara Fabrizi

Al via per la terza volta i lavori del raddoppio ferroviario della Spoleto-Campello: un investimento da 100 milioni per far compiere all’Umbria, ma anche all’intero centro Italia, un mezzo passo in avanti verso il tanto agognato potenziamento della Orte-Falconara. Ma per la falcata finale del progetto ci sarà ancora da attendere. L’intervento più corposo, come noto, interessa l’altro raddoppio, quello della Spoleto-Terni, per il quale sarebbe già pronto il progetto esecutivo da mezzo milione di euro. Ed è proprio il capitolo dei costi a rappresentare il vero nodo di un’opera a dir poco strategica per lo sviluppo della regione e non solo. Che la partita sia sensibile ne sarebbero tutti convinti, tanto che questa mattina da Perugia è partita la caccia allo stanziamento.

Circa 10 km di raddoppio, galleria e ponte A presentare ufficialmente l’intervento, la cui consegna è stata programmata per la fine del giugno 2015, sono state la presidente Catiuscia Marini e la presidente di Italfer Maria Rita Lorenzetti. Al loro fianco l’assessore Silvano Rometti e i dirigenti di Rfi Marco Rettighieri e Andrea Borgia. Come già detto, il cantiere della Spoleto-Campello si prepara a vivere il terzo atto, dopo l’infinito ritardo causato dai due fallimenti registrati da altrettanti aggiudicatari dell’appalto milionario. Il raddoppio ferroviario coprirà una distanza di 9.7 chilometri e richiederà la realizzazione di una galleria, di un ponte, di un sottovia. Opere a cui si aggiungeranno, naturalmente, una serie di interventi minori, come l’installazione di barriere antirumore lungo tutto il tracciato, il rifacimento della stazione di Campello e i piazzali d’emergenza.

Marini: «Bene ma ora priorità Spoleto-Terni» Il terzo avvio dei lavori, è evidente, è stato accolto con grande soddisfazione a palazzo Donini. Per la presidente Catiuscia Marini «la realizzazione del raddoppio di questo tratto della Orte-Falconara è strategico non solo ai fini della mobilità ferroviaria regionale, ma anche per quella nazionale e rappresenta un altro tassello verso il definitivo raddoppio di questa ferrovia che dovrà unire la dorsale adriatica con quella tirrenica, mettendo l’Umbria, nelle condizioni di intrecciarsi con le direttrici dell’alta velocità». E in questo senso la consapevolezza di dovere pressare Roma per incassare il finanziamento della Spoleto-Terni non sembra mancare: «Ora per ciò che riguarda la nostra regione – ha affermato Marini – dobbiamo lavorare per mettere in priorità il raddoppio dell’altro tratto, quello Terni-Spoleto».

Lorenzetti: «Azione comune Regioni centro Italia» E dello stesso avviso è anche Maria Rita Lorenzetti, numero uno di Italfer. «La tratta Spoleto-Campello è un’arteria di collegamento strategica per l’Umbria, ma anche per l’intera rete nazionale. Certo – prosegue – il vero ‘pezzo’ mancante è quello Terni-Spoleto e ovviamente l’imponenza dell’investimento rappresenta una problematicità che tutti auspichiamo possa essere al più presto superata e in questa direzione l’azione comune delle Regioni del centro Italia, sono certa, sarà di grande utilità affinché si possano reperire le risorse necessarie». Ergo: la caccia al maxi stanziamento è aperta.

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One reply on “Ferrovie, Spoleto-Campello: via al raddoppio. Caccia ai 500 milioni per la Spoleto-Terni”

  1. Ricordo alle due Presidentesse che il Raddoppio riguarda la tratta Orte Falconara, e che il doppio binario si ferma a Foligno da una parte ed a Fabriano dall’ altra. Non di sola Spoleto Terni si tratta, anche se é chiaro che se per quei 18 km servono 500 mln, non oso immaginare cosa ci voglia per i 54 km in montagna della Foligno – Fabriano, anche senza fare il cosidetto “giro dell’ orto” Assisi – S. Egidio – Branca – Fossato tanto inviso alla folignocentrica presidentessa Italferr ……

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